'Il massimo ribasso e' da sempre contrastato dalle organizzazioni sindacali per le ricadute negative che provoca', premette Salvatore Corbisiero della Fit-Cisl aggiungendo: 'Quando si aggiudica un appalto al massimo ribasso, un'azienda riduce i costi a spese dei lavoratori. Infatti, spesso registriamo problemi nell'applicazione dei contratti e normative di lavoro, salute e sicurezza, con effetti negativi non solo sui lavoratori, ma anche sul servizio erogato ai cittadini'.
Aggiunge quindi Giorgio Uriti, segretario generale della Fim-Cisl Emilia centrale: 'In una situazione di crisi come questa, occorre evitare bandi come quello di Hera. Serve, invece, agire con la massima responsabilita' sociale in ottemperanza alle linee guida condivise con la Regione Emilia-Romagna, che fanno riferimento all'offerta economicamente piu' vantaggiosa, la quale garantisce condizioni generali migliori ed e' cosa ben diversa dal massimo ribasso'. E' poi Ciro Donnarumma, componente della segreteria regionale Cisl a tirare le somme: 'Le nostre categorie esprimono forte preoccupazione per le modalita' con cui, nell'ultimo periodo, vengono emessi i bandi di Hera e altre stazioni appaltanti pubbliche. Oltre ai cassonetti, il criterio del massimo ribasso e' adottato anche nelle gare per manutenzioni e pronto intervento. Chiederemo un incontro a Hera, insieme alle categorie di Cgil e Uil, per un chiarimento urgente sui bandi in scadenza in Emilia-Romagna'.



