L'annuncio viene accolto tra le lacrime di commozione delle figlie che, di fronte alle madri incredule, cominciano subito a stringer loro le mani. Il contatto fisico è stato possibile perchè Manuela e Maria Rosa hanno i requisiti previsti dall'ordinanza (la Certificazione verde Covid-19), gli stessi del
Green pass per gli spostamenti: un certificato di guarigione dal Covid nei 6 mesi precedenti, un tampone negativo entro 48 ore, un certificato di vaccinazione completata.
'Non tocco la mia mamma da marzo dello scorso anno - racconta, emozionata, Manuela -. Non mi sembra vero. Non è stato un anno facile, per niente. Mia mamma e' entrata in struttura nel gennaio del 2020, e' stata un decisione molto sofferta. Quando, l'8 marzo, hanno chiuso tutto, ci è crollato il mondo addosso'. Di mezzo, anche il Covid di Mafalda, contratto pochi mesi fa, poco prima del richiamo del vaccino: 'È stata accolta in una struttura a bassa intensità, per fortuna ha avuto una forma lieve'. Poi, si rivolge direttamente ai giornalisti: 'È importante che arrivi un messaggio positivo. Poter toccare di nuovo mia mamma e' un simbolo di speranza: spero posso risollevare anche tante altre persone'.
A trovare la signora Lara, anche lei contagiata dal Covid a inizio anno, oltre alla figlia, anche la sorella Carla: 'Vuoi che ti porti qualcuna delle tue collane - le chiede con dolcezza -? Vedo che oggi sei molto elegante, anche con i braccialetti'. Lara accetta di buon grado: 'Sì, portamele, per favore'. 'Oggi è una giornata bellissima - sorride Maria Rosa -. È stato giusto proteggere i nostri cari con le chiusure, sono persone fragili. Ma è innegabile che siano stati mesi durissimi: adesso sembra di intravedere una luce.
'L'ordinanza dice che il contatto fisico è da preferire quando altre modalita' di comunicazione risultano compromesse - spiega Tarquinio -. Siamo felici di dare questa possibilita' ai nostri ospiti e ai loro familiari, anche noi aspettavamo questo momento da tempo'. 'Onestamente non pensavo che questo momento sarebbe stato tanto emozionante - aggiunge Federica Taddia, responsabile del servizio socio-educativo -. In questo anno e mezzo ci siamo tenuti in contatto con videochiamate, video, messaggi, lettere. Abbiamo offerto un aiuto psicologico ai familiari, supporto tramite gruppi di auto-mutuo aiuto a distanza, piccoli gruppi in presenza. Abbiamo provato a fare la nostra parte. Assistere a
queste prime carezze e' una sensazione impagabile, dopo mesi incredibilmente duri'.
(Foto d'archivio)

.jpg)

