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I conti della sanità modenese a picco: il buco tra Ausl e Aou è di 159 milioni di euro

I conti della sanità modenese a picco: il buco tra Ausl e Aou è di 159 milioni di euro

Voragine da 106.872.539 euro per l’Azienda Usl di Modena e 52.902.000 euro per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena


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Nel corso della Conferenza territoriale sociale e sanitaria di ieri sono stati presentati i bilanci economici preventivi 2025 delle Aziende Sanitarie modenesi, deliberati il 4 luglio scorso. La CTSS col voto contrario dei sindaci di Pavullo e di Polinago e l’astensione dei sindaci di Cavezzo e Fiumalbo, ha dato parere favorevole ai due documenti che, sulla base delle risorse assegnate ad oggi per l’esercizio, consentono la programmazione annuale per la complessiva gestione delle aziende. Al pari dello scorso anno, in questa fase non si è pervenuti, in sede di Conferenza Stato-Regioni, ad un’intesa in merito al riparto delle disponibilità finanziarie complessive per l’anno 2025. Inoltre la Regione Emilia-Romagna non ha ancora definito le ulteriori manovre di sostegno alle Aziende sanitarie.
La perdita complessiva stimata per l’anno 2025 risulta pari a 106.872.539 euro per l’Azienda Usl di Modena e 52.902.000 euro per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, complessivamente parliamo di un buco da oltre 159 milioni di euro.

'Concorrono in estrema sintesi al risultato di esercizio una forte contrazione dei contributi riconosciuti in sede di bilancio preventivo 2025 (a garanzia dell’equilibrio e a sostegno di specifiche progettualità); inoltre sul versante della spesa il 2025 si presenta particolarmente critico in ragione del
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sensibile impatto dei rinnovi contrattuali per il triennio 2025-2027 che gravano interamente sul livello di finanziamento del SSN; dei notevoli incrementi attesi per la maggior spesa farmaceutica sia ospedaliera che convenzionata dovuta all’aumento dei consumi soprattutto dei farmaci innovativi per la cura delle patologie croniche ed oncoematologiche e malattie rare; della maggior spesa dovuta all’impatto sull’anno 2025 del nuovo nomenclatore tariffario per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e di assistenza protesica entrato in vigore il 30 dicembre scorso; nonché per la maggior spesa imposta dal permanere delle condizioni rilevanti sui costi energetici ed inflattivi che producono ricadute significative sui costi tecnico-logistici e manutentivi - si legge in una nota della Ctss -. I bilanci si presentano dunque in deficit in linea con quanto già concordato dalle Aziende Sanitarie con la Regione nei periodici incontri di monitoraggio. Il potenziale disavanzo risulta in crescita rispetto allo scorso anno, visto che l’anno 2025 (come richiamato nella delibera regionale di programmazione e finanziamento), si presenta particolarmente critico, in ragione del fatto che il livello di finanziamento del fabbisogno sanitario standard incrementa complessivamente del +1,8% a fronte di una spesa sanitaria che aumenta in misura ben superiore (stimato un + 3,6%) per i notevoli incrementi
attesi'.

Aou

Le principali dinamiche del bilancio economico preventivo 2025 Aou, illustrate dal direttore generale Luca Baldino, sono correlate - quanto al valore della produzione - a minori ricavi per 41,7 milioni circa, e – quanto ai costi della produzione – a maggiori costi per 11,2 milioni circa (somma dalla quale si desume il buco da 52,9 milioni). Come detto, i minori ricavi sono da collegarsi ai contributi non ancora assegnati, mentre i maggiori costi individuati per il 2025 rispetto all’esercizio 2024, si riferiscono ai seguenti fattori produttivi: acquisto ospedaliero di farmaci, acquisto di dispositivi medici, personale atipico, personale dipendente.
In questi ambiti sono state individuate azioni aziendali destinate sia al contenimento degli incrementi dovuti ad aumento di prezzi, a nuovi prodotti, ad adeguamenti inflattivi, sia al recupero di margini di efficienza. L’incremento ripartito sui Farmaci e sui Dispositivi Medici è coerente con i tetti economici assegnati all’Azienda dalla Regione e con le assegnazioni per farmaci innovativi e antibiotici reserve. Sul personale, in particolare, preso atto dell’esigenza di mettere in campo operazioni di revisione della struttura dei costi, sono state impostate azioni che consentano di raggiungere gli obiettivi di budget salvaguardando i bisogni connessi con la garanzia di funzionalità delle strutture e di corretta gestione del personale.
'Si tratta di una situazione che appare oggi critica in ragione principalmente della mancata intesa Stato regioni e della conseguente non ancora avvenuta assegnazione dei contributi – ha chiarito il DG AOU -. In tale contesto l’Azienda ha introdotto un continuo monitoraggio dei costi e azioni specifiche al fine di garantire in ogni caso elevati standard di qualità nell’erogazione dei servizi. È possibile oggi prevedere, a valle dell’intesa Stato Regioni, un progressivo miglioramento del risultato oggi stimato. Sono auspicabili, in ogni caso, ulteriori azioni a livello nazione per rendere adeguato il livello di finanziamento nazionale a fronte delle nuove opportunità di salute che il sistema sanitario sempre più è in grado di offrire ai cittadini'.

Ausl

Anche il bilancio di Previsione 2025 dell’AUSL di Modena conferma le difficoltà dell’attuale situazione economico finanziaria, nella quale ad oggi manca ancora l’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni sul riparto delle risorse complessive del FSN, a fronte di notevoli incrementi di costo già concretizzatisi.
'In particolare, le principali dinamiche del bilancio economico preventivo 2025, illustrate dal direttore amministrativo Luca Petraglia, sono correlate - quanto al valore della produzione - a minori ricavi per 54 milioni circa (dovuti alla parziale assegnazione di finanziamenti regionali), e – quanto ai costi della produzione – a maggiori costi per 31 milioni circa, dovuti all’acquisto di beni sanitari (farmaci, dispositivi) e di servizi sanitari (prestazioni di ricovero e specialistica ambulatoriale). Contribuisce infine l’accantonamento per circa 21 milioni per i rinnovi contrattuali sia del personale dipendente che del personale convenzionato (somma dalla quale si desume il buco da 106,8 milioni). L’Azienda si impegna, per l’anno 2025, ad un contenimento complessivo dei costi operativi per efficientare i diversi fattori produttivi a maggior assorbimento di risorse, perseguendo l’equilibrio complessivo tra voci incrementali e decrementali - spiega la Ctss -. In coerenza alla programmazione regionale, l’anno 2025 vede l’Azienda USL di Modena, pur a fronte dei prospettati minimi livelli di finanziamento, impegnata nella realizzazione del piano di contenimento dei tempi di attesa, nella riorganizzazione del sistema emergenza urgenza, nello sviluppo dell’assistenza territoriale pur nella difficoltà di reclutamento di risorse umane, nel mantenimento degli accordi di fornitura con Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, con l’Ospedale di Sassuolo spa e con tutto il privato accreditato per la realizzazione di un potenziamento delle attività chirurgiche, al fine di potenziare la rete dell’offerta, nell’ulteriore e progressiva realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In particolare gli investimenti previsti nel Piano per il triennio 2025/2027 ammontano a circa 194 milioni per l’area dell’edilizia sanitaria, a circa 8 milioni per quanto riguarda le attrezzature biomediche e a circa 2,6 milioni per le attrezzature informatiche'.
'L’anno 2025 si presenta particolarmente critico in ragione degli incrementi di spesa, anche per mantenere elevati standard di qualità nell’erogazione dei servizi, in un contesto di carenza di professionisti medici in alcune discipline ma anche delle professioni sanitarie – ha dichiarato il DG Mattia Altini -. Il contesto regionale è contrassegnato dalla limitazione delle risorse disponibili, in relazione alla situazione economico-finanziaria nazionale e al livello di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. Le Aziende si impegnano comunque a portare avanti tutte le attività e le progettualità in corso, secondo una logica di prossimità ed equità, a favorire l’innovazione del sistema sanitario e a monitorare con molta attenzione gli obiettivi economici di contenimento dei costi all’interno di budget definiti. In molte circostanze potremo rispondere ancora meglio ai mutati bisogni di salute, sfruttando la spinta positiva che deriva dalle nuove tecnologie e dalle giuste sollecitazioni professionali grazie anche al PNRR e alle risorse derivanti dalla manovra regionale. Su questo non cederemo di un millimetro, ma non chiedeteci di restare fermi, di guardare il modello di servizio cui siamo affezionati che si è stratificato nel tempo senza rimodernarlo, rivalutarlo, aggiornarlo. Rivalutare o cambiare la forma con cui si risponde ai bisogni non significa tagliare: è l’unico modo di rendere ancora sostenibile e quindi possibile la sfida di una sanità pubblica equa, universalistica, solidale. Non chiedeteci di fermare la storia evolutiva della medicina: chi ha tentato questa strada apparentemente più agevole è giunto al razionamento dei servizi o ha consegnato la sanità al mercato. L’auspicio è che a questo nostro impegno sia regionale che aziendale possa corrispondere un adeguato livello di finanziamento nazionale, per garantire la continuità del sistema sanitario pubblico'.

Braglia e Mezzetti

Fabio Braglia, presidente della Provincia e vicepresidente CTSS, ha sottolineato la preoccupazione degli amministratori, ma anche 'la responsabilità di dare la possibilità alle Aziende sanitarie di continuare a lavorare. Mi auguro che ci prendiamo insieme questa responsabilità – ha osservato – e dall'altra parte da questa CTSS deve uscire un messaggio molto forte al governo perché giungano le risorse che mancano'.
Il presidente Massimo Mezzetti, associandosi alle preoccupazioni dei sindaci intervenuti precedentemente, ha colto l’invito a richiedere pubblicamente come CTSS un adeguato livello di finanziamento per la sanità da parte del Governo: 'Ancora una volta ci ritroviamo ad approvare i bilanci preventivi alla luce di un forte ritardo nella comunicazione del riparto nazionale, un elemento di incertezza molto forte che permane da anni. I dati che ci sono stati forniti rilevano che a fronte di un aumento nazionale della spesa sanitaria del 3,6%, dallo Stato arriva meno della metà del fabbisogno. La nostra Regione farebbe bene ad andare avanti con la proposta di un progetto di legge in Parlamento per portare la spesa sanitaria nazionale al 7,5% del Pil. Dobbiamo ripartire da qui per richiamare il Governo alle proprie responsabilità perché è evidente che non si sta investendo nella sanità pubblica. Io ringrazio i direttori generali per il lavoro svolto e per la direzione strategica che ci stanno fornendo alla quale aggiungo un contributo come sindaco di Modena nella consapevolezza che il grosso della spesa sanitaria della provincia è nella città capoluogo. Dobbiamo razionalizzare ed efficientare questa spesa, un argomento che ho già iniziato a porre e che riprendo: non significa tagliare i servizi ma compiere una razionalizzazione strategica che affronti il corpo grosso delle spese e superi un’organizzazione sanitaria in città che agisca su quella che spesso è una doppia offerta di prestazioni. Su questo io mi metto a disposizione per affrontare un tema non più rinviabile e lavorare in questa direzione con i direttori generali e i sindaci di tutto il territorio modenese'.
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