Sono stati pubblicati i bilanci preventivi del 2025 delle aziende sanitarie regionali: il dato è sconfortante, il buco è di 985.923.382 euro. In crescita del 27% rispetto al bilancio preventivo del 2024 (erano 733 i milioni di buco) e vicinissimo al bilancio preventivo del 2023, annus horribilis per i bilanci sanitari, nel quale la voragine aveva sfondato il tetto del miliardo di euro, complici i costi dell’emergenza Covid, la guerra appena cominciata e l’aumento del costo dell’energia. C’è di più, gli introiti dei ticket sanitari, parte sostanziale delle nuove tasse recentemente introdotte dalla giunta de Pascale con la stangata fiscale di questa primavera, sono già contabilizzate come entrate.
'Questo ci fa riflettere sulla reale sostenibilità del sistema – dichiarano i consiglieri regionali di Forza Italia Valentina Castaldini e Pietro Vignali – e su un paradosso evidente: nonostante le tasse siano aumentate, i conti non tornano e i servizi per i cittadini non migliorano. Questa settimana i bilanci preventivi vanno al voto nell’ambito delle Conferenze territoriali sociosanitarie (Ctss), composte da tutti i sindaci dei Comuni che rientrano nel territorio di competenza dell’azienda Usl di riferimento. I sindaci hanno la responsabilità di votare dei bilanci che hanno ricevuto solo pochi giorni prima, molte volte a scatola chiusa, senza poter entrare nel merito e approfondire. Un compito molto difficile da assolvere, in un contesto economico così grave. È una responsabilità enorme, assunta spesso senza strumenti e su politiche che sono in capo alla giunta regionale. Inoltre, questi bilanci sono la riprova di ciò che ha attestato la Corte dei Conti con il giudizio di parifica per il rendiconto 2024, per cui sussistono delle difficoltà strutturali sulla sanità regionale sulle quali la giunta de Pascale non sta intervenendo'.
Voragine sanità, quasi un miliardo di buco nei conti delle aziende sanitarie in Emilia Romagna
Pubblicati i bilanci preventivi del 2025 delle aziende sanitarie regionali, il buco è di 985.923.382 euro. A Modena voragine da 52 milioni
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