Al contrario, Aimag continua a produrre utili che possono e devono essere distribuiti ai Comuni, e cioè ai cittadini, a cominciare da una quota di utili accantonati a riserva per fronteggiare presunti rischi che oggi si rivelano infondati. I dati economici confermano la solidità di Aimag e quindi consentono di riprendere la discussione sul futuro strategico dell’azienda e dei servizi togliendo dal tavolo presupposti fuorvianti e obiettivi che nulla hanno a che fare con gli interessi primari del territorio.
Come abbiamo già ribadito più volte, noi non abbiamo pregiudizi sulle strade da percorrere, purché le scelte siano compiute in modo trasparente, con un percorso partecipato, e con analisi e studi approfonditi e comparati. Per procedere è necessario però partire col piede giusto e per questo ci sono due passi fondamentali da compiere:
1) Il Consiglio di Amministrazione uscente deve rassegnare le dimissioni e rimanere in carica solo per l’ordinaria amministrazione, perché ha contribuito in modo determinante ad orientare i Sindaci e consiglieri comunali verso una soluzione rischiosa (anche sul piano personale) e clamorosamente bocciata dai pareri delle Corti dei Conti dell’Emilia-Romagna e della Lombardia.
2) I Comuni devono riprendere con urgenza il confronto (trasparente e partecipato) sul nuovo Patto di Sindacato fra i soci pubblici. Il Patto di Sindacato non è soltanto la sede per portare a sintesi le discussioni strategiche sul futuro di Aimag, nell’interesse esclusivo dei soci di maggioranza (e dei cittadini) ma è urgente e indispensabile per la “governance” dell’azienda e per la tutela dei suoi “assets” fondamentali, come hanno chiaramente spiegato la Corte dei Conti e, a più riprese l’Atersir regionale.
Ivano Barbieri - segretario del Partito Democratico


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