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Il bilancio del Comune di Modena punta ancora sulle multe: 17,8 milioni previsti nel 2022

Il bilancio del Comune di Modena punta ancora sulle multe: 17,8 milioni previsti nel 2022

A fronte della previsione di non alzare tasse e tariffe, nella manovra del Comune c'è quella di incassare dalle sanzioni per il mancato rispetto del codice della strada. E aumentano di oltre 2 milioni i crediti non riscossi


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Maggiore efficacia nel contrasto all’evasione fiscale, stop all'incremento delle tariffe dei servizi educativi, scolastici e socioassistenziali; conferma della riduzione delle rette dei nidi introdotte nel 2020, con il contributo della Regione, fino ai 26 mila euro di Isee. Inoltre conferma, anche per la Tari, delle tariffe 2021 (ferme dal 2017), che se per questo si attende il Piano economico finanziario di Atersir. Sono alcuni punti elencati dall'Assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza nel corso della presentazione, in consiglio comunale, del bilancio di previsione del Comune di Modena.

Un bilancio, quello presentato nelle linee generali e politiche dal Sindaco di Modena, che soffre di alcune criticità, tra cui la difficoltà di riscossione dei crediti, rispetto a tasse, imposte e tariffe. Elementi che spingono il Comune ad un maggiore impegno sul fronte della riscossione di crediti, e allo stesso tempo all'aumento delle entrate. Sul primo punto emblematica la previsione di recupero di IMU che passa dai 9,8 milioni nel 2021 ai 10,6 milioni di quest'anno. Sul secondo punto emblematica la previsione dei proventi da sanzioni, in particolare dal Codice della strada, che dopo la diminuzione del traffico anche a causa del lockdown, prevee una cifra complessiva che torna sui livelli 2019, intorno ai 17,8 milioni.
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Al raggiungimento dell'obiettivo aiuteranno anche i numeri di sanzioni già registrati da autovelox (ultimo in ordine di tempo quello installato in viale Italia) e fotored.

E' comunqe l'attività di contrasto all'evasione fiscale a rimanere una delle priorità d'intervento dell’Amministrazione comunale per garantire l'emersione di base imponibile e il miglioramento della capacità di riscossione dell'ente. Aumentano le previsioni di recupero. Di Imu abbiamo detto sopra, ma anche di Tari (da 1,5 a 2,1 milioni), teoricamente garantita dalla ripresa a ritmo normale dell’emissione di atti di accertamento, attività rallentata con l’emergenza sanitaria in analogia alle misure prese a livello nazionale per l’operatività di Agenzia Entrate delle Riscossioni.

La riforma dell’Irpef potrebbe incidere sulle addizionali comunali, per via dei nuovi scaglioni e delle detrazioni che riducono la base imponibile. Non appena sarà possibile, cioè quando sarà aggiornato il portale del federalismo fiscale, si potrà stimare l’effetto sulle entrate della riforma e valutare eventuali interventi sulle aliquote (con emendamento o con variazione di bilancio entro marzo) con l’obiettivo dell’invarianza di gettito e mantenendo il principio della progressività.

“In termini di equità – ha spiegato l’assessore Gianpietro Cavazza – risulterebbe efficace l’introduzione del reddito familiare al posto di quello individuale, sull’esempio di come funzione l’Isee:
si tradurrebbe in una significativa diminuzione delle imposte per i redditi medi e bassi”.

Cresce anche la quota dei proventi delle sanzioni destinati a interventi sulla sicurezza stradale: sarà di 1,9 milioni all’anno per il triennio.

È in aumento anche la cifra complessiva dei fondi crediti di dubbia esigibilità (quello che serve di fatto a compensare in termini di bilancio il buco altrimenti lasciato dai mancati pagamenti dei cittadini), passando da 15,8 a 18,2 milioni di euro. Sono risorse accantonate per legge a fronte di rischi potenziali di mancata riscossione delle entrate e ora, dallo scorso anno, devono essere calcolate al 100 per cento degli accantonamenti minimi determinati dai principi contabili per il prossimo triennio.
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