“Modena è una città bella, attenta ai temi della sicurezza. Ma la sicurezza non ha unità di misura, non si può quantificare solo con i numeri”, ha esordito Dosi, sottolineando che, sebbene siano aumentati gli arresti, le denunce e i provvedimenti amministrativi, ciò che conta davvero è aver dato risposte concrete ai bisogni della cittadinanza.
Con lei il questore vicario Maurizio ferraioli e la dirigente dell'ufficio di gabinetto Maria Rosaria Giannotta.
Alla domanda su quali criticità criticità principali sono sul tavolo del suo e del nuovo questore, Donatella Dosi risponde: “Lo spaccio di sostanze stupefacenti, la devianza giovanile e l’immigrazione irregolare. Sono fenomeni che, se non affrontati, alimentano condizioni di marginalità e possono sfociare in situazioni di illegalità”.
Dosi ha ricordato come molte delle problematiche affrontate abbiano richiesto un costante adeguamento operativo: “Abbiamo rimodulato gli interventi man mano che si presentavano le situazioni emergenziali”, ha spiegato, riferendosi in particolare all’aumento degli episodi legati ai giovani, all’abuso di spazi pubblici e alle aree verdi del centro, sempre più vissute con l’arrivo della bella stagione. 'Quando sono arrivata la priorità erano aggressioni di giovani all'interno anche di aree pubbliche, e parchi, un fenomeno che abbiamo affrontato e limitato poi il fenomeno si è spostato nei danni di altri giovani'.
“Non mi piace il termine microcriminalità. Perché sono episodi che, anche se piccoli, incidono sulla vita quotidiana dei cittadini e fanno crescere la preoccupazione. Capisco il disappunto dei cittadini, ma li ringrazio per la costante opera di segnalazione. È anche grazie a loro che possiamo fare sempre meglio”.
L'aumento dell'aggressività e della conflittualità
Tra gli aspetti messi in evidenza dal questore con risvolti non solo sulla sicurezza ma che denotano soprattutto denotano un cambiamento nel sociale, il questore Donatella Dosi evidenzia l'aumento dell'aggressività e della conflittualità, anche all'interno delle mura domestiche.Non parliamo soltanto di violenza, che va perseguita attraverso strumenti specifici, ma per esempio anche di liti tra genitori e figli, liti per un parcheggio, liti all'interno del supermercato. In molti casi la polizia viene chiamata per intervenire su episodi del genere.
Episodi che in diversi casi portano ad ammonimenti nei confronti dei responsabili. Io credo molto nello strumento dell'ammonimento. Quando una persona si vede convocata dall'autorità pubblica è intimata a non agire in un determinato modo o ad evitare determinate azioni con il rischio di conseguenze più gravi, le problematiche spesso rientrano'.


