Sanità Massimo Fabi sembrano avallare l'intesa, alimentando ulteriori preoccupazioni per il possibile dilagare di accordi simili in altre parti della regione'. Così Federconsumatori Emilia-Romagna sull'accordo Ausl Modena e FIMMG per l'introduzione di incentivi economici che ridurranno le prescrizioni di prestazioni specialistiche.'L'accordo, che non riguarda di certo i soli firmatari del testo, non ha visto il benché minimo coinvolgimento delle parti sociali, né prima né dopo, perpetuando la valutazione di un mondo autoreferenziato e corporativo. L'accordo - prosegue Federconsumatori E-R - è sbagliato nel metodo e nel merito. Di certo esiste il problema dell'accorciamento delle liste di attesa, così come è necessario intervenire per ridurre le prestazioni specialistiche ove non necessarie. Ma il “metodo modenese” aggiunge solo tensioni, in un settore già in condizioni critiche, con i pazienti che, legittimamente, potranno dubitare che le valutazioni del medico siano influenzate da un incentivo economico e non esclusivamente basate su criteri clinici. Con tali logiche, la relazione terapeutica tra medico e paziente viene minata alla radice. Il rischio è quello di spingere ancora di più i pazienti, anche a costo di sacrifici economici, a cercare risposte direttamente nel settore privato non convenzionato col sistema pubblico. Si avvia con queste modalità un percorso di 'risanamento' della sanità pubblica basato principalmente su parametri economici e statistici, senza il coinvolgimento dei cittadini e delle loro rappresentanze. Sempre in materia di riduzione di degli accessi alla medicina pubblica specialistica, desta interrogativi anche la misura già adottata dalla Regione di escludere i medici di famiglia dalla prescrizione di una serie di prestazioni specialistiche. I pazienti, dopo il primo consulto col medico di base, saranno indirizzati dallo specialista del servizio pubblico, che valuterà se prescriverle o non prescriverle. Anche in questo caso, a parte la dilatazione dei tempi e le possibili fughe verso il privato, lascia perplessi la logica emergenziale che si sta seguendo, a discapito di un confronto aperto.
Incentivi per prescrivere meno: 'L'accordo va rivisto e non esteso ad altre province'
Anche Federconsumatori Emilia-Romagna alimenta il fronte del no all'accordo Ausl Modena e FIMMG: 'Sbagliato nel metodo e nel merito'
Sanità Massimo Fabi sembrano avallare l'intesa, alimentando ulteriori preoccupazioni per il possibile dilagare di accordi simili in altre parti della regione'. Così Federconsumatori Emilia-Romagna sull'accordo Ausl Modena e FIMMG per l'introduzione di incentivi economici che ridurranno le prescrizioni di prestazioni specialistiche.'L'accordo, che non riguarda di certo i soli firmatari del testo, non ha visto il benché minimo coinvolgimento delle parti sociali, né prima né dopo, perpetuando la valutazione di un mondo autoreferenziato e corporativo. L'accordo - prosegue Federconsumatori E-R - è sbagliato nel metodo e nel merito. Di certo esiste il problema dell'accorciamento delle liste di attesa, così come è necessario intervenire per ridurre le prestazioni specialistiche ove non necessarie. Ma il “metodo modenese” aggiunge solo tensioni, in un settore già in condizioni critiche, con i pazienti che, legittimamente, potranno dubitare che le valutazioni del medico siano influenzate da un incentivo economico e non esclusivamente basate su criteri clinici. Con tali logiche, la relazione terapeutica tra medico e paziente viene minata alla radice. Il rischio è quello di spingere ancora di più i pazienti, anche a costo di sacrifici economici, a cercare risposte direttamente nel settore privato non convenzionato col sistema pubblico. Si avvia con queste modalità un percorso di 'risanamento' della sanità pubblica basato principalmente su parametri economici e statistici, senza il coinvolgimento dei cittadini e delle loro rappresentanze. Sempre in materia di riduzione di degli accessi alla medicina pubblica specialistica, desta interrogativi anche la misura già adottata dalla Regione di escludere i medici di famiglia dalla prescrizione di una serie di prestazioni specialistiche. I pazienti, dopo il primo consulto col medico di base, saranno indirizzati dallo specialista del servizio pubblico, che valuterà se prescriverle o non prescriverle. Anche in questo caso, a parte la dilatazione dei tempi e le possibili fughe verso il privato, lascia perplessi la logica emergenziale che si sta seguendo, a discapito di un confronto aperto.
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