'I suddetti incidenti comportano costi economici e sociali spropositati e inaccettabili: gli ultimi dati del ministero dei trasporti ci dicono che ogni decesso ci costa infatti 1.500.000 euro mentre ogni ferito ce ne costa 42.200 per una spesa sociale nella nostra provincia di incirca 200 milioni di euro a cui si aggiunge la perdita umana, il dolore dei congiunti, le sofferenze dei feriti ed i tragici cambiamenti nella vita delle persone colpite - continua Piacentini -. Analizzando i dati per categorie si può notare un preoccupante aumento di rischio tra i motociclisti (11) che rappresentano il 25% del totale dei decessi, a seguire pedoni (9), ciclisti (9) e automobilisti (9) rappresentano un altro 20% dei deceduti dimostrando essere una categoria particolarmente a rischio a seguire autocarri (3) e ciclomotori (3). Purtroppo non riusciamo a recuperare dati certi sulle condizioni fisiche dei coinvolti nei sinistri (alcool, droga…) di cui tanto si legge ma le undici fuoriuscite senza apparente contatto con altri veicoli con esito mortale (25%) dovrebbero porre alcuni interrogativi anche sulle condizioni fisiche e psichiche di alcuni utenti e al tempo stesso alle condizioni delle strade; a tal riguardo riteniamo fondamentale potenziare l’attività di prevenzione e controllo prima che accada l’incidente sì da tutelare l’incolumità dei cittadini. La società, nondimeno, continua in larga parte ad accettare o rimuovere il rischio di morte sulle strade: i drammi che si consumano quotidianamente sulle nostre strade sono ancora alquanto ignorati. Dalle amministrazioni viene dato esplicito appoggio all'obiettivo previsto di dimezzare il numero di morti sulle strade entro il 2030, obiettivo già fallito nel decennio 2010/2020.
Incidenti stradali, a Modena tornano ad aumentare morti: 44 in un anno
Il punto sull'anno appena concluso di Franco Piacentini, presidente dell'Associazione familiari vittime della strada
'I suddetti incidenti comportano costi economici e sociali spropositati e inaccettabili: gli ultimi dati del ministero dei trasporti ci dicono che ogni decesso ci costa infatti 1.500.000 euro mentre ogni ferito ce ne costa 42.200 per una spesa sociale nella nostra provincia di incirca 200 milioni di euro a cui si aggiunge la perdita umana, il dolore dei congiunti, le sofferenze dei feriti ed i tragici cambiamenti nella vita delle persone colpite - continua Piacentini -. Analizzando i dati per categorie si può notare un preoccupante aumento di rischio tra i motociclisti (11) che rappresentano il 25% del totale dei decessi, a seguire pedoni (9), ciclisti (9) e automobilisti (9) rappresentano un altro 20% dei deceduti dimostrando essere una categoria particolarmente a rischio a seguire autocarri (3) e ciclomotori (3). Purtroppo non riusciamo a recuperare dati certi sulle condizioni fisiche dei coinvolti nei sinistri (alcool, droga…) di cui tanto si legge ma le undici fuoriuscite senza apparente contatto con altri veicoli con esito mortale (25%) dovrebbero porre alcuni interrogativi anche sulle condizioni fisiche e psichiche di alcuni utenti e al tempo stesso alle condizioni delle strade; a tal riguardo riteniamo fondamentale potenziare l’attività di prevenzione e controllo prima che accada l’incidente sì da tutelare l’incolumità dei cittadini. La società, nondimeno, continua in larga parte ad accettare o rimuovere il rischio di morte sulle strade: i drammi che si consumano quotidianamente sulle nostre strade sono ancora alquanto ignorati. Dalle amministrazioni viene dato esplicito appoggio all'obiettivo previsto di dimezzare il numero di morti sulle strade entro il 2030, obiettivo già fallito nel decennio 2010/2020.
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