'Il nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è stato approvato; nei mesi scorsi, la FIAB aveva fortemente criticato la prima stesura, perché prevedeva “per le auto infrastrutture e denari certi, per la mobilità sostenibile solo ipotesi vaghe da verificare”. Anche dopo il recepimento parziale di alcune delle nostre 41 osservazioni, riteniamo che non si abbia ancora il coraggio sufficiente per risolvere i problemi di una città ferma ad uno schema di mobilità fortemente autocentrico. Speriamo che il modello “piano aperto”, che di fatto adesso lo delinea al massimo come un quadro di buone intenzioni, sappia accogliere le forti richieste di una nuova mobilità e non comporti degli arretramenti'. Così in una nota la Fiab di Modena.
'La FIAB valuterà nei fatti; certo è che le alzate di scudi dei primi giorni contro le pedonalizzazioni e ZTL delineano già quale sarà la battaglia. Tutte voci, ovviamente spalleggiate da alcuni politici locali, che ci riportano indietro di decenni, dopo che in tutta Europa la vivibilità, la gradevolezza, la bellezza e la fruizione pedonale dei centri storici sono considerate punti di non ritorno anche per gli evidenti benefici economici che ne ha il commercio al dettaglio. E’ la nuova visione della “Città 15 minuti”, il piano della confermatissima sindaca di Parigi, che propone un modello di città dove tutte le funzioni essenziali siano a 15 minuti (massimo) a piedi o in bici: significa che ogni quartiere, e non solo il centro storico, deve avere le sue ZTL, zone 30, infrastrutture ciclabili e pedonali sicure che connettano le zone residenziali alle scuole, servizi pubblici, zone commerciali, verde pubblico. Quella è la soluzione se vogliamo risolvere molti dei problemi di sicurezza, inclusione sociale delle periferie, mortalità del piccolo commercio e dell’artigianato di servizio, che per secoli hanno reso uniche e vibranti le nostre città. Lo vogliamo dire chiaramente: su ZTL e pedonalizzazioni, la FIAB sarà al fianco di tutte le amministrazioni che trovando le giuste soluzioni, con i giusti tempi e senza indugi. Abbiano intenzione di percorrere questa strada, non perché siamo fondamentalisti della bici, ma perché siamo convinti che sia una operazione vincente per tutti. La storia recente ha reso assai evidente che non è la mancanza di parcheggi ad uccidere il commercio locale, ma la mancanza di spazi pubblici adeguati dove le persone, e non le auto, possano muoversi in modo tranquillo e rilassato e scoprire la ricchezza del commercio locale.
'Nell’era del commercio elettronico con le sue accattivanti vetrine virtuali, come si fa a vedere un negozio nuovo o semplicemente un paio di scarpe in vetrina, da dentro un’auto a 50 all’ora con 3 auto parcheggiate davanti? Lo conferma l’accordo che FIAB ha fatto a livello nazionale con CNA e Confesercenti, con la campagna “Spesa quotidiana? Prima la bici!”: un invito a scegliere di spostarsi sulle due ruote anche per gli acquisti di tutti i giorni nei negozi di prossimità e riscoprire il commercio di vicinato. Perché sono proprio i pedoni ed i ciclisti urbani i loro clienti ideali, poiché preferiscono fare acquisti ogni giorno nei negozi vicino a casa, e non sicuramente nei centri commerciali. Dopo il COVID dovremmo tutti aver imparato che il commercio locale è vincente quando è vicino all’abitazione e che consegne a domicilio rendono molto meno indispensabile l’uso dell’auto. E cosa ne sarebbe dei bar e ristoranti se non potessero mettere tavolini all’aperto?


