Mettendo in fila i dati della cronaca recente, emerge chiaramente come il fenomeno sia diffuso e ripetitivo, toccando diverse aziende e comuni del territorio modenese
Marzo 2019, a Modena: Il primo grande campanello d'allarme scatta in via Caruso, all'impianto Herambiente, dove un vasto incendio impegna i soccorsi per due interi giorni. Si tratta di deposito di stoccaggio di rifiuti speciali. Arpae misurerà una quantità sopra i limiti di diossine nell'aria
Febbraio 2021, a Carpi: Le fiamme colpiscono l'impianto Ca.Re. a Fossoli di Carpi, rendendo necessario il primo grande monitoraggio straordinario della qualità dell'aria nella zona della Bassa.
Luglio 2022, a Modena: L'area esterna dell'impianto Herambiente di via Caruso torna a bruciare per ben due volte nell'arco di poche settimane, interessando cumuli di legno e ingombranti.
Febbraio 2023, a Modena: Un incendio divampa in un deposito all'aperto a Baggiovara, nell'area di una autodemolizione. La densa colonna di fumo invade la Statale 12 Giardini, paralizzando il traffico.
Febbraio 2023, a Modena: Nello stesso mese, si registra il primo rogo presso lo stabilimento della Longagnani Ecologica.
Aprile 2023, a Modena: A distanza di meno di due mesi, un secondo e più violento incendio colpisce nuovamente la sede della Longagnani
Ecologica
Settembre 2023, a Carpi: Un maxi rogo devasta il deposito esterno dell'impianto Ca.Re. di Fossoli, costringendo le autorità a bloccare la viabilità provinciale per motivi di sicurezza.
Da qui ai fatti di ieri che feriscono ancora il territorio della Bassa, in particolare il comune di Finale Emilia, da anni al centro della grande questione, anche giudiziaria, contornata da sequestri e dissequestri, relativa alla discarica Feronia e, da prima, nel 2018 dai devastanti incendi, anche quelli con forte impatto ambientale che
In attesa di conoscere i dati delle rilevazioni Arpae sull'ultimo espodio a Finale Emilia sulla qualità dell'aria e sull'impatto dell'enorme nube di fumo visibile in un raggio di 50 chilometri e l'eventuale, in queste ore richiesto anche dal locale comitato Ora Tocca a Noi, un intervento della magistratura, appare chiara la necessità di aprire una discussione politica e tecnica su cause e prevenzione di eventi che il territorio non si può permettere di subire, sicuramente con tale, preoccupante frequenza
Gi.Ga.



