Brandoli, che dal 2017 presiede la Camera Capitolare Ciro Menotti di Modena del Rito Scozzese Antico Accettato, si legge nella locandina della giornata 'presenterà il libro insieme a Roberto Federico, vicepresidente collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell'Emilia Romagna e a Giorgio Montecchi, presidente Comitato di Modena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento' e che ha curato la presentazione del volume.
Un libro che, ovviamente considerato che l'autore stesso è appartenente alla massoneria, racconta la storia delle logge modenesi in chiave positiva, ma che al di là del giudizio di merito offre un quadro particolarmente interessante e inedito (considerata la segretezza che avvolge l'argomento) della massoneria nelle terre estensi.
Una storia che inizia nel 1737 con la figura di Francesco III d'Este (iniziato alla massoneria a Parigi) e che si dipana attraverso i secoli dal triennio giacobino, all'editto ducale del 1824, alla storia del generale Nicola Fabrizi che diede il nome alla prima loggia, passando per quella di Angelo Fortunato Formiggini, anch'egli massone e per lo scioglimento delle logge in epoca fascista. Il tutto suffragato da documenti d'epoca e dettagli storici.
Significativo in particolare il racconto della nascita di quella che oggi è Bper Banca. Una banca della quale sono stati festeggiati con grande risalto i 150 anni di vita due anni fa.
'L'esigenza di un moderno istituto di credito rivolto alle classi popolari, ai commercianti e agli artigiani secondo gli indirizzi della già esistente Società operaia di Mutuo soccorso, portò alla fondazione nel 1867-68 della Banca popolare di Modena (oggi Bper) - scrive Brandoli -. La necessità di dar vita a una banca popolare e la sottoscrizione delle azioni furono caldeggiate apertamente dal Panaro, il giornale cittadino di area laica, liberale e massonica che sin dal 1864 con il suo direttore Francesco Borsari, si era impegnato in prima persona in questo progetto, specie dopo aver seguito il pensiero innovativo e le vicende che avevano portato alla fondazione della Banca Popolare di Milano ad opera del giovane economista e massone Luigi Luzzati. La sede della nuova banca fu affittata in alcuni locali del palazzo Fabrizi, nell'angolo tra via Emilia e Corso Canalgrande, poi acquistato nel 1909.
La situazione attuale
Il libro si conclude con una panoramica dettagliata sul mondo delle logge massoniche a Modena. E così si scopre un micro universo ramificato e tutt'altro che spento.
'Nel 1980 dalla loggia Nicola Fabrizi n.106 gemmò la loggia Fratella e progresso n.987 all'oriente di Modena: la casa massonica modenese si trovava in quegli anni in un appartamento della centralissima via dello Zono. Nel 1979 alzò le colonne la loggia Forum Livii n.1337 tutt'ora attiva - si legge nel libro che evidentemente richiama termini puramente massonici che riportiamo tal quali -. Nel 1982 alzò le colonne la loggia Giovanni Pico della Mirandola n.1396 dell'Oriente di Modena e nel 1986 alcò le colonne la loggia Fortissima Indulcedine n.1421 formata completamente da donne: entrambe demolite.
Nella foto l'autore del libro Mariano Brandoli


