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La massoneria a Modena, passando per i 150 anni Bper: tutta la storia

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Verrà presentato sabato 21 settembre alle 16 al Teatro Guiglia il volume ‘Storia della massoneria a Modena' scritto dal massone Mariano Brandoli


La massoneria a Modena, passando per i 150 anni Bper: tutta la storia
Verrà presentato sabato 21 settembre alle 16 al Teatro Guiglia il volume ‘Storia della massoneria a Modena - liberi muratori e logge geminiane’ di Mariano Brandoli, fisioterapista bastigliese, già consigliere e assessore comunale per il centrosinistra, nonché dichiaratamente appartenente alla loggia massonica Nicola Fabrizi della quale è stato ‘maestro venerabile’ fino al 2016.

Brandoli, che dal 2017 presiede la Camera Capitolare Ciro Menotti di Modena del Rito Scozzese Antico Accettato, si legge nella locandina della giornata 'presenterà il libro insieme a Roberto Federico, vicepresidente collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell'Emilia Romagna e a Giorgio Montecchi, presidente Comitato di Modena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento' e che ha curato la presentazione del volume.

Un libro che, ovviamente considerato che l'autore stesso è appartenente alla massoneria, racconta la storia delle logge modenesi in chiave positiva, ma che al di là del giudizio di merito offre un quadro particolarmente interessante e inedito (considerata la segretezza che avvolge l'argomento) della massoneria nelle terre estensi.

Una storia che inizia nel 1737 con la figura di Francesco III d'Este (iniziato alla massoneria a Parigi) e che si dipana attraverso i secoli dal triennio giacobino, all'editto ducale del 1824, alla storia del generale Nicola Fabrizi che diede il nome alla prima loggia, passando per quella di Angelo Fortunato Formiggini, anch'egli massone e per lo scioglimento delle logge in epoca fascista. Il tutto suffragato da documenti d'epoca e dettagli storici.

Significativo in particolare il racconto della nascita di quella che oggi è Bper Banca. Una banca della quale sono stati festeggiati con grande risalto i 150 anni di vita due anni fa.

'L'esigenza di un moderno istituto di credito rivolto alle classi popolari, ai commercianti e agli artigiani secondo gli indirizzi della già esistente Società operaia di Mutuo soccorso, portò alla fondazione nel 1867-68 della Banca popolare di Modena (oggi Bper) - scrive Brandoli -. La necessità di dar vita a una banca popolare e la sottoscrizione delle azioni furono caldeggiate apertamente dal Panaro, il giornale cittadino di area laica, liberale e massonica che sin dal 1864 con il suo direttore Francesco Borsari, si era impegnato in prima persona in questo progetto, specie dopo aver seguito il pensiero innovativo e le vicende che avevano portato alla fondazione della Banca Popolare di Milano ad opera del giovane economista e massone Luigi Luzzati. La sede della nuova banca fu affittata in alcuni locali del palazzo Fabrizi, nell'angolo tra via Emilia e Corso Canalgrande, poi acquistato nel 1909. Il generale e deputato, nonchè Massone Nicola Fabrizi, oltre che padrone di casa fu tra i sottoscrittori delle prime azioni. Nel comitato promotore e tra i primi azionisti oltre a lui troviamo anche il Maestro venerabile Colombano Colombani della loggia modenese Ciro Menotti e lo stesso direttore del Panaro Francesco Borsari. Purtroppo l'elenco dei fratelli di questa officina è andato perduto rendendo impossibile individuarne gli altri membri con certezza.Tra gli azionisti e promotori troviamo comunque il fratello Davide Nacmani'.

La situazione attuale

Il libro si conclude con una panoramica dettagliata sul mondo delle logge massoniche a Modena. E così si scopre un micro universo ramificato e tutt'altro che spento.
'Nel 1980 dalla loggia Nicola Fabrizi n.106 gemmò la loggia Fratella e progresso n.987 all'oriente di Modena: la casa massonica modenese si trovava in quegli anni in un appartamento della centralissima via dello Zono. Nel 1979 alzò le colonne la loggia Forum Livii n.1337 tutt'ora attiva - si legge nel libro che evidentemente richiama termini puramente massonici che riportiamo tal quali -. Nel 1982 alzò le colonne la loggia Giovanni Pico della Mirandola n.1396 dell'Oriente di Modena e nel 1986 alcò le colonne la loggia Fortissima Indulcedine n.1421 formata completamente da donne: entrambe demolite. All'inzio del nuovo millennio vi è stata l'inaugurazione della nuova casa massonica modenese del Goi e nel 2009 vi è stata la gemmazione della loggia Nicola Fabrizi n. 106 della loggia Alba Prospera n.1348 all'Oriente di Carpi. Nel 2011 la gemmazione della loggia Borelli Menotti n.1404 all'Oriente di Modena. Dalla loggia Fratellanza e progresso nel 2007 è gemmata la loggia Meuccio Ruini 1312 di Reggio Emilia'.

Nella foto l'autore del libro Mariano Brandoli

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