Questi solo alcuni elementi della condizioni che in aprile avevamo riscontrato all'interno del residenziale Lambda, a Modena, su segnalazione del custode, Salah, al lavoro nello stabile da 13 anni.
Il Lambda, conosciuto a molti modenesi di vecchia data, è il comparto simbolo, negli anni '80, di un nuovo e più moderno concetto di abitare, anche temporaneo, sul modello dei residence, ma in quel caso di qualità elevata, grazie anche le sue dimensioni ridotte e più controllabili rispetto, per esempio, all'R-Nord. Una qualità che nel tempo è scemata, degradata negli anni '90 e 2000 per fenomeni di prostituzione che si consumava in diversi alloggi e, già e anche ai tempi, spaccio. La cronaca di quel tempo ne è testimone. Dal 2010 le cose parevano essere cambiate. In meglio. Anche grazie all'arrivo di Salah, di origine marocchina. Il nuovo custode, che 13 anni fa si è insediato nell'alloggio di servizio alla portineria H24, al piano terra, nella galleria interna. Uno stipendio dignitoso per un lavoro a tempo pieno ed indeterminato che insieme alla disponibilità di un alloggio ha permesso a lui e alla sua famiglia, di costruirsi, una nuova vita. Agendo sostanzialmente 24 ore, con la sua presenza al servizio dello stabile e di chi ci abita. Pur in un contesto difficile che grazie a lui e al suo dichiaratamente stretto rapporto di fiducia e collaborazione con le forze dell'ordine, dopo anni di emergenzò, appunto, a migliorare. Salah, in questi anni, ha contribuito al ritorno di condizioni migliori di sicurezza e di decoro.
'Non pagherò fino a quando questo appartamento tornerà vivibile, così non lo è' - afferma un giovane tunisino, da anni in Italia con lavoro precario da circa 1000 euro al mese che fino a un anno fa gli consentiva di vivere e ora non più. 'In queste condizioni non riesco nemmeno a farmi raggiungere dalla mia famiglia. Ho una moglie e una figlia piccola'
Di fronte a questa situazione, Salah segnala e denuncia tutto. Alle autorità. Anche rispetto ad una aggressione ricevuta da alcuni spacciatori che aveva allontanato. Ci mostra le denunce in cui si cita anche l'utilizzo delle bombole e di una situazione di potenziale pericolosità e di degrado, anche strutturale. Che perdura ormai da tempo. E per lui inizia l'incubo. Minacce e ritorsioni. In assemblea il suo nome appare nell'ordine del giorno che mette in discussione il suo operato e propone la fine del rapporto di lavoro. A Salah - racconta lui stesso - viene negata all'illuminazione del locale della portineria. Ora di fatto inutilizzato. Mentre la situazione continua a peggiorare, fino ad oggi. Tra i problemi segnalati c'è anche la rottura del cancello automatico, che rimane aperto, che rende facile l'accesso anche ai malintenzionato, e il mancato ripristino dell'impianto di videosorveglianza interno, 'non funzionante da mesi' - afferma Salah, mostrandoci anche la centralina per i monitor installata nel suo appartamento ormai scollegata e inutile. Tra i problemi anche l'impossibilità di utilizzare i garage interrati. Ci sarebbe posto per tutti o quasi, invece nulla. Ne consegue che gli inquilini parcheggiano ovunque negli spazi comuni, in diversi casi davanti a garage e posti auto segnati al piano terra. Da qui si generano liti. Frequenti. Una inquilina ce ne racconta una accaduta la mattina precedente.
Due sere fa l'ennesima aggressione al termine di una rissa tra stranieri, con un ferito all'ospedale. In settimana si sono moltiplicati anche i bivacchi. Spacciatori e senza fissa dimora utilizzano gli spazi comuni, già trasformati in depositi di rifiuti, con giacigli di fortuna. Alcuni hanno addirittura portato materassi. Da lì l'accesso al parco Ferrari è comodissimo. Piazza di spaccio a due passi. Raggiungibile a piedi. Salah è esasperato e chiede aiuto. Che, auspichiamo, possa presto arrivare. Gianni Galeotti


