Mentre continua la strage di amianto per i lavoratori esposti negli anni 1960–1992, si ripetono frequenti incidenti per cadute dall'alto nei cantieri di bonifica dei tetti in eternit. La Cgil Emilia Romagna, congiuntamente all'Associazione Familiari e Vittime dell'Amianto, esprime preoccupazione per questi frequenti casi di incidenti sul lavoro, spesso mortali che coinvolgono lavoratori impegnati nelle attività di bonifica dei tetti in eternit.
'Negli ultimi mesi ricordiamo il caso avvenuto a Riccione il 19 settembre 2018, che ha coinvolto un lavoratore precipitato dalla tettoia in eternit su cui stava lavorando, il caso di un lavoratore a Sogliano sul Rubicone deceduto a causa della caduta dal cestello mentre lavorava ad un tetto in eternit il 27 agosto 2018, la caduta avvenuta l'8 agosto 2018 a Finale Emilia di un operaio che stava lavorando su un tetto in eternit, quello del lavoratore della Plasfor di Forlì precipitato dal tetto in eternit il 23 agosto 2017, il caso dell'agricoltore deceduto il 2 agosto 2017 a causa della caduta dal tetto in eternit del capanno agricolo in provincia di Ravenna - affermano in una nota congiunta Cgil e Familiari vittime dell'amianto -. Sono solo alcuni casi accaduti in Emilia Romagna nell'ultimo anno, ricavati dalle cronache giornalistiche, dati più sistematici ci fornirebbero un quadro ancora più preoccupante.
'Numerose sono le segnalazione che il sindacato riceve da lavoratori di aziende dove si sta eseguendo, o è stata eseguita la bonifica, che denunciano la scarsa qualità degli interventi che restituiscono gli ambienti di lavoro inquinati dalle fibre di amianto o che vedono lavoratori impegnati nella bonifica operare senza una adeguata conoscenza dei rischi per loro e per gli altri e senza l'uso di protezioni. La necessaria opera di bonifica e rimozione dell'amianto deve avvenire nella sicurezza assoluta - chiude la nota -.


