Un accampamento abusivo, scoperto dall'alto, dall'obiettivo del drone, e anche grazie alla vegetazione senza foglie che ha permesso di osservare, all'interno dell'area, a poca distanza dall'ingresso monumentale del cimitero di San Cataldo, la presenza di un sorta di tendopoli. Ma non solo: anche baracche, materassi, segni di bivacchi e di chi, in quel luogo, a pochi metri anche dal centro di accoglienza Porta Aperta. era solito vivere. Magari gli stessi segnalati anche all'interno del cimitero, da diverse segnalazioni di cittadini. Zona abitata abusivamente, almeno fino all'arrivo degli agenti della Polizia Locale Esattamente come, nella stessa area, successe 4 anni fa. Quando un incendio, provocato probabilmente da una stufetta elettrica alimentata da un cavo allacciato abusivamente ad un palo di un lampione pubblico, portò alla scoperta di una baraccopoli abitata stranieri, africani soprattutto.
All'arrivo degli agenti che hanno perlustrato l'accampamento e tra cumuli di rifiuti, non c'era nessuno. Da lì sono iniziati gli interventi di Hera per la rimozione e il trasporto dei materiali. A quintali. Indumenti, materassi, materiale per cucinare, bottiglie e ogni genere di rifiuto. In una area che paradossalmente era stata oggetto di un riqualificazione che ha lasciato ancora tante, troppe, zone d'ombra.
Foto: Polizia Locale Modena

