Nata in provincia di Padova, appunto il 18 ottobre 1921, all’età di tre anni Pierina è arrivata coi genitori a Modena, dove sono nati le due sorelle e il fratello. I primi tempi in città trascorsi tra la casa della Crocetta e la casa dei ferrovieri in piazza Malta (l’attuale piazza Dante) davanti alla Stazione, assegnata loro perché il papà era ferroviere, sono gli anni del primo grande lutto per la morte della sorellina, ma anche delle scuole elementari e in cui è nata passione per la sartoria. Fino al periodo della guerra e in particolare al ’44 quando insieme all’altra sorella, Germana, correva sotto le bombe per raggiungere i campi dalla casa di via Prampolini, concessa loro dalla generosità di una famiglia che ha permesso ai Borghetto di scampare dalla distruzione della propria abitazione bombardata pesantemente come tutta la zona della stazione ferroviaria. Finita la guerra, la signorina Pierina si è dedicata completamente alla sartoria e in particolare a foderare le pellicce cucendole completamente a mano, impiegata nella pellicceria Cavazzuti di via Cesare Battisti dove lavorerà a lungo in un ambiente per lei congeniale.
Dopo la partenza del fratello, il matrimonio della sorella, la morte del padre e poi della madre, arrivarono per lei anni molto bui che, negli anni ‘60 l’hanno portata persino ricoverata al manicomio di Reggio Emilia. Una volta dimessa si occuprano di lei i servizi sociali e sanitari fino al 28 novembre del 1990 quando Pierina traslocò definitivamente alla Casa Residenza Vignolese dove “tutt’ora vive circondata dalla cura, l’affetto e il rispetto di tutti: familiari, operatori, volontari e amici”, afferma la sorella Germana.


