'A distanza di più di un mese dall’approvazione del Decreto Legge numero 159 del 31 ottobre 2025 recante misure urgenti per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, registriamo un aumento delle persone decedute sul lavoro. Infatti nonostante gli sforzi che stiamo mettendo in campo come organizzazioni sindacali al fine di promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro, sia sul piano nazionale, regionale che territoriale, registriamo che, nel periodo Gennaio- Settembre di quest’anno sono 9 i morti sul lavoro nel contesto modenese, una in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dai dati nazionali forniti dall’INAIL risultano in aumento, analizzando lo stesso periodo, anche le denunce di infortunio, ovvero 10.746 casi rispetto ai 10.617, mentre sono 526 le denunce di malattia professionale'. A parlare è Roberto Rinaldi, coordinatore Uil Modena.'Tanti i giovani interessati e moltissimi sono lavoratori e lavoratrici con contratto di lavoro precari. Dati preoccupanti ma che, se analizziamo quelli di 15 anni fa, risultano essere quasi dimezzati. Quindi le mobilitazioni messe in atto da diverso tempo al fine di arrivare a zero morti sul lavoro stanno iniziando a produrre i primi risultati, anche se l’obiettivo resta lontano e per noi un decesso cosi come gli infortuni sono sconfitte sociali che non dobbiamo permetterci, è una questione culturale.
I settori maggiormente esposti restano quello agricolo, della logistica, dell’edilizia e molte attività degli appalti, c’è il dato allarmante degli infortuni in itinere (ovvero quelli nel tragitto casa lavoro), quasi la metà del totale degli incidenti mortali. Sperando che il Governo all’atto della conversione in Legge del Decreto 159, già ricco di contenuti, e che recepisce tantissime richieste avanzate dalla UIL, come ad esempio i provvedimenti sulla rete del lavoro agricolo di qualità, i 35 milioni di euro di risorse dell’Inail destinati a finanziare progetti di formazione sulla sicurezza sul lavoro, i badge di cantiere, il ritorno alla composizione originale della Commissione consultiva permanente, la tutela assicurativa per infortuni in itinere, il potenziamento dell’organico del Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro, continuiamo a sostenere che servono più ispettori, formazione per i datori di lavoro e l’istituzione dei Rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza sul lavoro in tutte le realtà lavorative'.'Inoltre per noi occorre eliminare le gare al massimo ribasso, serve introdurre il reato di omicidio sul lavoro, istituire una Procura nazionale del lavoro e riconoscere il patrocinio legale gratuito per le famiglie vittime.
A livello provinciale stiamo lavorando con le Istituzioni e gli altri soggetti interessati affinchè si potenzi la formazione nelle scuole, così da poter educare i lavoratori del domani.Ma noi diciamo che resta prioritario potenziare i controlli a tutte le aziende (mediamente un’azienda subisce un controllo ogni venti anni), serve continuare con la formazione e l’informazione nei luoghi di lavoro, rispolverando magari anche il codice della strada con l’ausilio delle Istituzioni competenti quindi incentivare la mobilità dei lavoratori sui mezzi pubblici, utilizzando la figura dei mobility manager aziendali. Sicuramente i ritmi di lavoro devono essere meno frenetici, perché per noi la vita viene prima del profitto. La contrattazione sia centrale. In questa fase di discussione dei bilanci comunali, chiediamo, dove ci sono le condizioni, di prevedere un fondo economico per implementare l’informazione di massa sul tema, sarebbe un bel segnare per certificare che il problema è di tutti e che ognuno, a partire dalle Istituzioni che amministrano i territori, fanno la sua parte: l’epoca delle chiacchiere è terminata, le persone hanno bisogno di fatti concreti'.