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Modena, aumentano gli infortuni sul lavoro denunciati da donne: 290 in più in un anno

Modena, aumentano gli infortuni sul lavoro denunciati da donne: 290 in più in un anno

E durante l’attività lavorativa hanno salariali più bassi mediamente del 30% e attività più precarie, di conseguenza pensioni più povere


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All’interno della aumento generale degli infortuni nel territorio modenese (+1,8% nel 2025 sul 2024), si è registrato un aumento preoccupante di infortuni denunciati da donne che sono stati 5.315, 290 in più rispetto al 2024, il 35,9% del totale (dati Osservatorio permanente infortuni e malattie professionali Cgil Emilia Romagna).

'Le denunce di infortunio con esito mortale continuano a colpire in maniera più dura lavoratori e lavoratrici del sistema degli appalti e dei subappalti. Quasi la metà degli infortuni mortali, il 48,7% riguarda lavoratrici e lavoratori con contratto di lavoro non standard o irregolare (7,2%) - afferma Aurora Ferrari, della segretaria Cgil Modena -. Capitolo a parte è quello delle molestie e delle aggressioni. In Italia 2 milioni e 322 mila persone tra i 15 e i 70 anni hanno subito una forma di molestia sul lavoro, di queste l’81,6% sono donne. Per quello che riguarda le micro aggressioni, i più colpiti sono: 64% donne, 68% giovani tra 20 e 34 anni. I settori più colpiti: industria e servizi (90%), sanità e assistenza sociale (43%) e all’interno di questo dato il 70% delle aggressioni riguarda le donne.

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L’aumento significativo degli infortuni in itinere che colpisce le donne ci restituisce ciò che la Cgil denuncia da tempo: e cioè il fatto che l’onere della conciliazione tra tempi di cura e di lavoro continua a gravare in maniera significativa sulle donne che hanno anche mediamente attività lavorative più precarie e frammentate e che a volte sono costrette per questo a svolgere più di una attività lavorativa contemporaneamente e quindi a spostarsi in più luoghi di lavoro durante l’arco della giornata'.

'Molte preoccupante anche il dato in aumento delle malattie professionali che colpiscono le donne. In particolare aumentano quelle che colpiscono gli arti superiori ed il rachide cervicale (fra le altre, le lavoratrici del settore della cura e del biomedicale). Le donne, non solo durante l’attività lavorativa hanno salariali più bassi mediamente del 30% e attività più precarie, ma anche di conseguenza pensioni più povere, ma le donne arrivano al momento della pensione anche fortemente logorate nel fisico'.

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