Per quantificare questo pericolo abbiamo confrontato quanti siano i decessi e i feriti per incidenti stradali cittadini con l’analogo dato degli altri capoluoghi emiliani.
L’Istat attesta che siamo i secondi in regione. Il parametro che misura questa situazione, infatti, è il rapporto morti-feriti sul territorio urbano ogni mille abitanti. Nel 2019, ultimo anno significativo prima del black out per il Covid, le vittime (v.tabella) furono 6,8 ogni mille abitanti, poco meno del 7,0 di Piacenza, il maggior polo logistico regionale (l’indice di Rimini è fuorviante in quanto d’estate sfiora il milione di abitanti). Tutti gli altri 6 capoluoghi regionali hanno dati meno preoccupanti. Parma, città analoga alla nostra per sviluppo e numero di abitanti, si ferma a 5,8 morti o feriti, quasi il 20% in meno di noi.
Questo asettico parametro cittadino, di 6,8 di morti o feriti all’anno ogni mille abitanti, significa che sulle strade cittadine ogni anno 1260 persone riportano lesioni o muoiono.
Dopo ogni incidente grave, segue un rituale nel quale il Comune assicura che sono allo studio dissuasori per rallentare il traffico, zone a 30 km/orari ecc. In realtà gli interventi per la sicurezza sono pochissimi mentre c’è grande solerzia nel realizzare le 40 nuove rotonde programmate dal Comune, che sono invece pericolose per biciclette e pedoni.
Inutile poi - prosegue l'analisi di Modena Volta Pagina - vantare il cospicuo sviluppo delle nostre piste ciclabili, visto che si tratta di piste spesso fuori norma, dissestate e quasi mai raccordate o tronchi di ciclabili che portano nel nulla.
La striscia di sangue potrà essere molto limitata solo se si darà davvero priorità a pedoni e ciclisti e, soprattutto, se si faranno più controlli sulle strade, si investirà su un trasporto pubblico frequente e veloce, su corsie riservate che toglierebbe traffico dalle strade.
Basta con l’esaltazione a senso unico di Modena Motor Valley che spesso viene confusa col trionfo dell’auto privata, preoccupiamoci di più della sicurezza e dell’ambiente'
Commento al grafico
Il grafico compara la somma di morti e feriti annuali in incidenti stradali rapportati al numero degli abitanti di ogni capoluogo.
Il valore 6,8 di Modena significa quindi che nelle strade cittadine ogni 1000 abitanti quasi 7 modenesi sono rimasti feriti o sono morti a causa di incidenti stradali.
Dal grafico si può facilmente notare che il capoluogo con strade meno pericolose è quello di Ferrara, seguito da Parma e Forlì. Dietro a questi Bologna, Reggio e Ravenna con pericolosità maggiore.
Modena risulta, purtroppo, la seconda città emiliana per pericolosità delle strade, superata in questa triste classifica, solo da Piacenza che deve questa alta incidentalità all’essere sede di uno dei più importanti poli logistici italiani. Non è stato riportato l’analogo dato di Rimini in quanto, durante l’estate, quella città conta quasi un milione di abitanti e quindi il parametro dei morti e feriti ogni mille abitanti risulta falsato.
(Fonte: dati ISTAT 2019, ultimo anno attendibile e non alterato dagli effetti del lockdown per Covid - Non sono disponibili i dati del 2022)



