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Modena fa memoria della Shoah, Muzzarelli: 'Ricordo è vaccino'

Modena fa memoria della Shoah, Muzzarelli: 'Ricordo è vaccino'

Il sindaco: 'E' necessario ricordare quell'orrore se non vogliamo che vengano riportate indietro le lancette della storia'


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Un clima attento e partecipato nel pieno rispetto delle misure di contenimento pandemico'. Così la Prefettura di Modena descrive il contesto in cui si sono tenute oggi in città e nel territorio le celebrazioni del Giorno della memoria dell'Olocausto. In mattinata, nei saloni di palazzo Principe Foresto, sede prefettizia, hanno partecipato i rappresentanti delle forze dell'ordine, i sindaci dei Comuni di residenza di chi ha ricevuto le medaglie d'onore, il rabbino capo e il rappresentante della comunità ebraica. Le medaglie d'onore concesse dal presidente della Repubblica sono state consegnate ai familiari di Michele Amico, Primo Boccaleoni, Nando Cappi, Domenico Cermelli, Guido Debbia, Ardino Levratti, Desiderio Lugli, Aldo Manzini, Doviglio Masoni, Aldo Menozzi, Lino Penoni, Vittorino Rodolfi, Gino Silvestri, Aldino Tosetti, Paolo Vandelli. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha deposto, insieme al rettore Carlo Adolfo Porro, una corona alla lapide che all'Universita' ricorda i docenti e gli studenti perseguitati a causa delle leggi razziali. Muzzarelli ha citato poi 'la concittadina onoraria Liliana Segre', per sottolineare che 'è necessario riaffermare ogni giorno i diritti umani e sociali, la pace, la libertà, la democrazia, l'impegno contro la sopraffazione e per la giustizia: è necessario ricordare quell'orrore se non vogliamo che vengano riportate indietro le lancette della storia. Ricordare è un vaccino contro l'indifferenza'. Intanto, commenta il segretario provinciale Pd Davide Fava: 'Quel filo spinato che rinchiudeva uomini, donne e bambini è quello stesso filo spinato che oggi molti vorrebbero ancora vedere spianato davanti a chi fugge dalla guerra, dalla fame, dall'ingiustizia. La Giornata della Memoria deve avere anche questo significato: non possiamo girare la testa dall'altra parte'.

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