Giacomo Gabellini ha parlato delle profonde divisioni all’interno della società israeliana, sottolineando come nei prossimi anni la quota di popolazione esente dal servizio militare (per scelta religiosa o per appartenenza etnica) potrebbe superare la metà dei cittadini israeliani, aprendo un evidente problema di ricambio nella struttura su cui si basa la sopravvivenza dello stato ebraico.
Salvo Ardizzone ha descritto le dinamiche interne alla Resistenza Palestinese che hanno portato all’attacco terrorista del 7 ottobre 'che ha visti impegnati i 12 gruppi della Resistenza stessa, indicando una chiara successione temporale dei momenti dell’azione di guerra che è durata più una settimana e che ha portato i commandos palestinesi ad entrare in profondità nel territorio israeliano, con una dinamica descritta anche dagli organi di stampa israeliani'.
Davide Piccardo ha commentato 'la grande mobilitazione per la Palestina, dal punto di vista dei movimenti palestinesi in Italia e delle comunità musulmane, ripercorrendo l’attacco repressivo sviluppatosi contro entrambe le realtà e l’attitudine del governo Meloni che ha preso la guida di questo “contrattacco politico”, svolto essenzialmente per compiacere Israele e l’amministrazione americana'.
Hanieh Tarkian ha evocato i profondi e concreti 'legami tra la vittoriosa Rivoluzione Islamica del 1979 in Iran e la causa palestinese che è una delle ragioni principali dei decenni di tensioni con gli Usa ed i proxy occidentali, con tutto il carico di sanzioni economiche che hanno messo a dura prova la tenuta dello stato iraniano ma non ne hanno piegato la determinazione a non cedere al ricatto occidentale e a mantenere l’appoggio ai gruppi palestinesi e agli altri movimenti dell’Asse della Resistenza'.


