Il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Unimore ha festeggiato il suo 35esimo anniversario con un evento che ha riunito comunità accademica di Ingegneria a Modena per ripercorrere la storia del Dipartimento e guardare insieme alle sfide future.
Ad aprire l’evento è stato il Direttore del Dipartimento, Francesco Leali, che ha offerto una riflessione sul percorso che ha accompagnato il Dief dalla sua nascita a oggi, sottolineando l’impegno quotidiano nella ricerca, nella didattica e nell’innovazione. Un Dipartimento che alla sua nascita, nel 1990, contava 18 docenti e circa 500 matricole e che 35 anni dopo è arrivato a 118 tra docenti, ricercatori e ricercatrici, più di 80 assunti/e come personale tecnico amministrativo, quasi 5mila iscritti e 1.500 nuove matricole in media ogni anno.
'Celebrare i 35 anni del Dipartimento di Ingegneria a Modena significa riconoscere il valore di una comunità che, giorno dopo giorno, ha costruito un patrimonio di competenze, ricerca e innovazione di cui siamo profondamente orgogliosi – ha commentato Leali -. Il Dief è cresciuto grazie al lavoro di docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo che in questi anni hanno contribuito a renderlo un punto di riferimento nazionale e internazionale'.
L’iniziativa è entrata nel vivo con l’intervento del rettore Rita Cucchiara che ha proposto una lectio su “L’Errore e
l’Artificio”, approfondendo il valore dell’errore come motore di scoperta e apprendimento. A seguire Devis Bellucci, Associato del Dief ha presentato una riflessione vivace sul ruolo della comunicazione scientifica, con il suo intervento “Ci vuole una scienza – Quel che ho capito sulla divulgazione (facendola)”.Ospite speciale della serata Ivano Dionigi, già rettore dell’Alma Mater Studiorum dal 2009 al 2015, con l’intervento “Magister. La scuola la fanno i maestri, non i ministri”, che ha portato una riflessione sul valore universale dell’insegnamento.
In chiusura, Sara Mantovani, delegata alla comunicazione del Dief, ha presentato l’intervento “Il paradosso del drago: quando spegnere significa accendere”, portando l’attenzione sulla centralità strategica della comunicazione per far conoscere la ricerca.


