Ottanta anni dopo l'amministrazione comunale, come ogni anno, fa memoria di tale evento. Al di là della inevitabile retorica sottesa ad ogni cerimonia, quel 22 aprile 1945 segnò anche per il nostro territorio l'alba dopo la lunga notte della dittatura fascista.
Modena, insieme a tutta la sua provincia, furono teatro di orrori senza fine. Ricordiamo l'Eccidio di Monchio, Susano e Costrignano del 18 marzo '44 (in rappresaglia a un’azione partigiana, le truppe tedesche massacrarono 136 civili), la Strage di Villa Martinuzzi del 24 dicembre '44 (17 civili vennero trucidati a Villa Martuzzi a Campiglio di Vignola per mano di un reparto tedesco), l'Eccidio di Ospitaletto dell'agosto '44 (nelle settimane dal 12 agosto al 25 agosto 1944 persero la vita ad Ospitaletto 34 persone tra civili e partigiani), la Strage di Fossoli 12 luglio '44 (67 prigionieri politici furono prelevati dal campo e fucilati a Cibeno, in una cava di sabbia), l'Eccidio di piazza Grande del 10 novembre '44 (vengono fucilati i partigiani Emilio Po, Alfonso Piazza e Giacomo Ulivi). E ancora la persecuzione e deportazione di centinaia di ebrei anche nel modenese in nome delle leggi razziali fasciste del '38.
Oggi, come allora, ha un senso profondo ricordare tutto questo. Al di là della complessità della storia, senza tacere i crimini compiuti dai partigiani (nel nostro territorio ricordiamo l'omicidio di Rolando Rivi o quello di don Luigi Lenzini), il fascismo nel modenese ha prodotto quel baratro.
Eli Gold

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