Oggi nella Sala di Rappresentanza del Palazzo comunale, Gigliotti è stato accompagnato dalla famiglia e da tanti amici, a cominciare proprio dalla medaglia d’oro Stefano Baldini, per continuare con i presidenti delle due società, di due diverse discipline, alle quali ha legato il suo percorso di tecnico sportivo: Enrico Freddi per il Modena Rugby e Maurizio Borsari per la Fratellanza. Presenti anche diversi componenti dei consigli direttivi delle due società, i rappresentanti del Coni (Francesco Sgarbi) e del Panathlon (Maria Carafoli), e un’altra medaglia olimpica: Alessandro Lambruschini, un modenese d’adozione che nel 1996 ad Atlanta vinse il bronzo nei 3mila siepi. In un video che ha raccolto alcuni contributi sulla carriera di Gigliotti anche il saluto dell’altro oro olimpico della Maratona Gelindo Bordin.
Il sindaco Mezzetti, leggendo la pergamena con motivazione del riconoscimento che la città ha attribuito a Gigliotti “con stima e riconoscenza”, ha sottolineato che 'Luciano, conosciuto da tutti come “Professor Fatica”, ha dedicato la sua vita all'atletica e per anni la sua seconda casa è stata il campo della Fratellanza di Modena. In quel luogo ha cresciuto generazioni di giovani atleti, diventando per molti di loro un secondo padre. Il suo sorriso, insieme alla sua disciplina, ha accompagnato questi ragazzi nel loro percorso, trasmettendo valori di sacrificio, dedizione e rispetto'.
'Onorato, lusingato ed emozionato' si è dichiarato Gigliotti per il riconoscimento 'alla mia modenesità acquisita. Abbiamo fatto tante cose importanti ma, aldilà delle medaglie, la cosa più bella per me è stato vedere i miei ragazzi crescere, diventare uomini e costruirsi una vita. E sentirli ancora oggi dirmi che per loro sono stato un maestro e un secondo padre. Questo mi aiuta a guardare avanti: possiamo ancora fare qualcosa di importante. Facciamolo'.
Originario di Aurisina, sul Carso triestino, ma modenese di adozione, Gigliotti ha compiuto 90 anni lo scorso 9 luglio. Ha raccontato la sua attività di preparatore di campioni nel libro, scritto con il giornalista Claudio Rinaldi, “Mi chiamavano professor Fatica.



