La signora ha telefonato alla nostra redazione e, documenti alla mano, ha ricapitolato le tappe di questa surreale disavventura.
Eccole.
Prima tappa. La donna inizialmente ha chiamato il Comando della polizia locale, come indicato in alto nell'avviso di sanzione. Ma il Comando ha dirottato la modenese all'ufficio sanzioni.
Seconda tappa. Diligentemente la protagonista di questa grottesca vicenda si è dunque recata a tale ufficio.
Terza tappa. Qui ha dovuto affrontare una lunga fila, legata anche ai ridottisimi orari di apertura dell'ufficio a causa del Covid (sportello aperto solo il lunedì pomeriggio e il mercoledì e venerdì mattina).
Calvario finito? Niente affatto.
Quarta tappa. L'agente dell'ufficio ha comunicato alla cittadina che la multa non poteva essere annullata e che occorreva aspettare giungesse a casa la raccomandata di notifica della multa.
Quinta (futura) tappa. Solo allora sarà possibile compilare il modulo di ricorso del caso e recarsi di nuovo all'ufficio sanzioni per farsi togliere, si spera, la multa.
Insomma ore di lavoro perse per un errore (comprensibile, sia chiaro) di un operatore.
Sesta tappa. E in tutto questo resta un ulteriore giallo irrisolto. Sul tagliando rilasciato dalla macchina automatica vi era scritto che era necessario esporre il ticket sul cruscotto. Ma come? Questo obbligo non era stato superato dalla possibilità di rinnovare la sosta da qualsiasi torretta in città? Un giallo che nemmeno la polizia locale ha saputo sciogliere.
Settima tappa. Alla malcapitata è stato detto infatti - a precisa domanda - che la polizia locale non ne sa nulla e che la risposta, la può fornire non certo il Comando, macchè... Occorre andare all'ufficio di Modena parcheggi al Novi Sad. E così, come in un fantozziano tragicomico gioco dell'oca, tutto ricomincia dall'inizio.
Giuseppe Leonelli

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