'Una persona straordinaria che si dedicava agli altri e metteva al primo posto gli anziani di cui si prendeva cura, come tante colleghe, alcune anche qui a ricordarla, impegnate nell'assistenza all'interno delle Cra. In un tempo difficile che continua da oltre un anno, e che ha messo duramente alla prova ospiti, personale e strutture'. Così a Modena l'assessora comunale Roberta Pinelli ha ricordato Anna Caracciolo, l'operatrice sociosanitaria scomparsa a 36 anni un anno fa, il 7 aprile 2020, per complicanze legate al Covid dopo un mese trascorso in terapia intensiva. 
Caracciolo, rappresentante sindacale aziendale per la Cgil, è conosciuta come la più giovane vittima del coronavirus in città. Anna lavorava nella Cra Villa Margherita ma anche alla Vignolese aveva diverse amiche, come Ivana che, assieme ai fratelli di Anna, Natalina e Sebastiano Caracciolo ed altri, tutti presenti alla piccola cerimonia di oggi, hanno promosso una raccolta fondi per ricordarla. Tramite la colletta, sono stati donati alla comunità modenese un defibrillatore e alla Cra Vignolese due costosi letti articolati per persone con Alzheimer.
'Sono doni che contribuiranno a non farci dimenticare Anna', ha aggiunto Pinelli, rivolta a familiari e amici raccolti nel cortile della Vignolese per la consegna delle attrezzature. I letti, in particolare, rappresentano strutture preziose che mettono in sicurezza il sonno degli anziani con demenza e agevolano le operazioni di cura del personale, ha spiegato ancora l'assessora, affiancata dalla coordinatrice della Vignolese Erica Caselli. Il defibrillatore con colonnina, 'uno strumento capace veramente di salvare la vita', è stato collocato in piazza Roma, sotto al portico di via Farini, prima della celebrazione della messa di suffragio in programma dalle 18 in Duomo.
Modena ricorda Anna Caracciolo, uccisa dal Covid a 36 anni
Donati alla comunità modenese un defibrillatore e alla Cra Vignolese due letti articolati per persone con Alzheimer
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