Oggi, nel nostro Paese, non esiste una legge che vieta l'utilizzo di un velo che copre quasi completamente o completamente il volto come il niqab o il burqa. Chi sostiene l’esistenza di un divieto già in atto fa riferimento di solito a una legge che risale agli anni di piombo, quando il Paese dovette fronteggiare numerosi atti terroristici di matrice politica. Il riferimento - spiega l'agenzia AGI - è all’articolo 5 della n. 152 del 1975: la cosiddetta “legge Reale” sull’ordine pubblico, un provvedimento molto discusso e sottoposto a referendum nel 1978 (che ne mantenne la validità). Nel 1977 la legge Reale venne modificata (con l'articolo 2 della legge n. 533) in senso più restrittivo nei confronti dell’abbigliamento da tenere in pubblico. La nuova formulazione dell’articolo diventò quindi: “È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”. In realtà, è decisiva la clausola finale - “senza giustificato motivo”. La questione giuridica ruota intorno a che cosa costituisca un “giustificato motivo” - e se in esso rientrino le convinzioni religiose e/o le tradizioni culturali. Una sentenza del Consiglio di Stato e diversi altri casi giudiziari hanno chiarito che la legge italiana, al momento, non vieta i veli islamici.
Anche perché se così fosse, nella tollerante Modena anche questa donna avrebbe ed avrebbe avuto qualche problema


