Due gli elementi principali che distinguono l’epidemia influenzale di quest’anno rispetto agli scorsi. Da un lato c’è il picco che quest’anno è arrivato con netto anticipo di quasi un mese rispetto al passato, quando era solito presentarsi tra gennaio febbraio. Dall’altro gli stati febbrili, particolarmente elevati come temperatura e come durata. “Ciò allarma comprensibilmente i genitori e mette sotto pressione i pediatri di base”, letteralmente presi d’assalto da centinaia di casi.
Quali sono i sintomi principali di questa influenza? “Febbre alta, tosse, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, in alcuni casi anche nausea e nei bambini anche dissenteria. In provincia di Modena la percentuale di incidenza nei bimbi 0-5 anni è intorno ai 50 su 1000, indice elevato ma non tale da generare allarme. A volte quello che si manifesta come semplice raffreddore può sfociare in bronchiolite ma – afferma il Prof Iughetti – i casi di quest’anno rispetto agli ultimi due anni, sono molto limitati”
Come regolarsi di fronte a questi sintomi? Cosa fare a casa? “Bisogna intanto essere consapevoli che per l’influenza non c’è una terapia. Quello che possiamo fare è contenere con paracetamolo la febbre che in questi casi è piuttosto elevata. Fino a 39-40 e in molti casi per diversi giorni, anche una settimana. Ciò comporta un forte stato di abbattimento nei bambini e rischio di disidratazione, soprattutto in presenza di altri sintomi come dissenteria, che va compensata assumendo molti liquidi”
'Al momento la struttura sta garantendo la possibilità di ricovero, senza ricorrere alla apertura di una nuova sezione, ma semplicemente aumentando i posti letto - afferma Iughetti -. I casi di bronchiolite sono molto limitati e va detto che generalmente il picco è a gennaio-febbraio'.


