Articoli Società

Muzzarelli a scuola per la prima campanella: 'Qui si forma comunità'

Muzzarelli a scuola per la prima campanella: 'Qui si forma comunità'

Davanti ad alunni e alunne di diversi paesi d'origine, il sindaco di Modena ha ricordato 'il valore della comunità'


2 minuti di lettura

Alla scuola Pascoli la prima campanella è suonata anche per il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e per gli assessori all’Istruzione Grazia Baracchi e ai Lavori Pubblici Andrea Bosi che hanno scelto di aprire simbolicamente l’anno scolastico insieme ad alunni, genitori e insegnanti della primaria di via Barbieri completamente rinnovata dopo i lavori di miglioramento sismico e ristrutturazione. Insieme a loro anche la dirigente dell’ambito territoriale di Modena Silvia Menabue e, ovviamente, la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo 9 Silvia Zetti.

Il plesso è uno dei primi costruiti in città all’inizio del ‘900: “Giusta la scelta di mantenere questa scuola che è parte della nostra storia e di rigenerarla conservando tutto il valore storico dell’edificio”, ha sottolineato il sindaco Muzzarelli che ha ringraziato i docenti e invitato le famiglie a collaborare con la scuola.

Infine, augurando a tutti un buon anno scolastico, davanti ad alunni e alunne di diversi paesi d’origine, il sindaco Muzzarelli ha ricordato “il valore della comunità: perché è proprio sui banchi di scuola e in queste aule che nasce e si forma il senso di coesione che il valore fondante della nostra comunità”.

Dopo un ultimo saluto agli alunni delle Pascoli già in classe, l’assessora Baracchi si è infine recata in visita a studenti ed insegnanti della scuola dove fino a pochi mesi fa insegnava e ricopriva il ruolo di referente d’istituto, la secondaria di primo grado Calvino.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati