“È necessario che il Governo metta gli Enti locali nelle condizioni di poter garantire i servizi ai cittadini, a partire dai servizi educativi che dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione da parte di tutti, e in particolare di legislatori e amministratori a cui stia a cuore il futuro dei nostri bambini e il benessere delle famiglie”.
Lo afferma l’assessora alle Politiche educative del Comune di Modena Federica Venturelli preoccupata in merito all’applicazione della Legge 15 aprile 2024, n. 55 che obbliga all’iscrizione all’Albo degli Educatori professionali socio pedagogici anche tutti gli educatori dei servizi per la prima infanzia.
“È una legge poco chiara – spiega l’assessora - che presenta diverse criticità interpretative e che avrebbe dovuto avere un iter più attento e condiviso anche in merito ai soggetti a cui fa riferimento. Si crea infatti confusione tra due profili professionali diversi per titolo di studio e competenze appesantendo una situazione occupazionale già complicata. I profili di educatore e pedagogista sono figure chiave per l’innovazione del sistema di welfare e il percorso di riconoscimento delle professioni educative e pedagogiche va inserito all’interno di un processo di valorizzazione del sistema 0/6 in grado di tutelare tutti i soggetti coinvolti: bambini e bambine, famiglie e operatori”.
“La tenuta dei servizi – conclude l’assessora - non solo di quelli comunali e di Fondazione Cresciamo, ma anche dei privati convenzionati, in grado di assorbire tanta parte della domanda della fascia 0/6 anni, è fondamentale. Serve pertanto maggiore chiarezza per rispetto dei lavoratori e delle famiglie”.
Obbligo iscrizione Albo Educatori Infanzia: l'applicazione della legge preoccupa il Comune
L'assessore Venturelli: 'La legge è da rivedere. L’obbligo all'iscrizione anche per gli educatori dei servizi per la prima infanzia potrebbe mettere a rischio la tenuta del sistema 0-6'
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