I provvedimenti attuati – l’intensificazione degli screening mediante tampone su operatori e pazienti, lo spostamento dei pazienti risultati positivi in area Covid, il rafforzamento dell’uso di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori e il ricovero in stanza singola per i pazienti considerati contatti stretti – hanno consentito lo svuotamento del reparto (l’ultima paziente, negativa, è in corso di dimissione al domicilio), che è oggetto di sanificazione dei locali e delle attrezzature in vista della ripresa dell’attività chirurgica urgente, prevista per domani.
Già da alcune settimane, l’Ausl ha intensificato lo screening per operatori e pazienti, prevedendo l’effettuazione di tamponi all’ingresso e successivamente ogni tre giorni. Proprio grazie agli screening è stato possibile individuare, il 31 marzo scorso, due positività, riscontrata in pazienti (asintomatici) ricoverati nell’area chirurgica dell’Ospedale di Pavullo, mentre il piano di tamponi effettuato sugli operatori sanitari non aveva fatto emergere alcuna positività.
Immediatamente i due pazienti positivi sono stati isolati, così come i contatti stretti. Contemporaneamente sono stati avviati piani straordinari di tamponi a stretto giro, che ha fatto emergere nell’arco di alcuni giorni altre 6 positività tra i pazienti e 7 tra gli operatori. I risultati dei test hanno portato alla decisione di sospensione dell’attività chirurgica programmata e urgente, con la conseguente interruzione di nuovi ricoveri.
Il reparto è stato completamente svuotato, messo in sicurezza e sanificato, e da domani è pronto a riprendere l’attività, inizialmente limitata a quella urgente.
Per quanto riguarda la positività emersa tra gli operatori, dei sette contagiati, sei hanno manifestato sintomi lievi. Uno aveva completato il ciclo di vaccinazione anti-Covid. Agli altri 6 operatori, tutti neo-assunti, era stata programmata la vaccinazione, che alla luce di quanto accaduto, sarà riprogrammata non appena possibile.


