“Stiamo vivendo una pagina senza precedenti della storia contemporanea – ha affermato il professor Fabrizio Di Benedetto di direttore della Chirurgia oncologica, epatobiliopancreatica e trapianti di fegato – e ci troviamo ad affrontare una patologia di cui ancora conosciamo poche caratteristiche. Abbiamo però studiato da subito come difendere i nostri pazienti più fragili, perché nonostante l’emergenza in atto stia mettendo a dura prova i nostri Ospedali, abbiamo il dovere di garantire servizi essenziali e salva-vita come il trapianto”.
I trapianti di fegato costituiscono uno dei punti di forza dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, che nel 2019 ha raggiunto il record di 71 trapianti. Dal novembre 2019, inoltre, il professor Di Benedetto ha assunto la responsabilità chirurgica del trapianto di rene, cui è seguito il conferimento dell’incarico di responsabilità della Struttura semplice di trapianto di rene al professor Stefano Di Sandro.
“Come da indicazione del Centro Nazionale Trapianti sia i donatori che i candidati a trapianto d’organo vengono sottoposti allo screening per Sars-Cov-2, al fine di garantire la sicurezza della procedura - ha spiegato Di Benedetto – La degenza successiva viene poi svolta in stanze dedicate presso il nostro Reparto, con sistemi di areazione specifici per pazienti immunodepressi, sia per i pazienti sottoposti a trapianto di fegato che di rene. La Nefrologia del Policlinico, diretta da Gianni Cappelli, svolge un attivo ruolo clinico fondamentale, in sinergia con lo staff della Chirurgia dei Trapianti, nel periodo sia pre che post-trapianto”.
Quello della donazione è un capitolo estremamente delicato. “A livello nazionale abbiamo registrato una significativa riduzione delle donazioni d’organo dall’inizio dell’epidemia – spiega Stefano Di Sandro – con ripercussioni molto gravi sulle liste d’attesa. È necessario l’impegno di tutti i professionisti del settore per far sì che nonostante le difficoltà del momento siano garantiti i servizi essenziali”. Nonostante l’emergenza, infatti, l’input da parte del Centro Nazionale Trapianti è stato quello di garantire l’attività di trapianto, compatibilmente con il contesto organizzativo locale. “Sono molti infatti i pazienti che, a causa della riduzione delle donazioni, rischiano di perdere la chance di cura del trapianto per l’aggravamento della loro patologia di base.
“Desidero ringraziare la direzione Generale e Sanitaria dell’AOU di Modena, ed in particolare il dottor Luca Sircana, la dottoressa Elda Longhitano, la dottoressa Elena Vecchi (Igiene Ospedaliera) e la dottoressa Patrizia Marchegiano (Servizio di Prevenzione e Protezione) che ci hanno supportati nella creazione dei percorsi Covid-free - ha infine concluso Di Benedetto – anticipando l’emergenza e permettendoci di farci trovare pronti per continuare ad offrire le migliori cure ai nostri pazienti, garantendo al contempo la massima sicurezza”.



