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Polizia locale, sit-in a Bologna del Sulpl in occasione della Assemblea Anci

Polizia locale, sit-in a Bologna del Sulpl in occasione della Assemblea Anci

'Chiediamo di attivarsi fattivamente affinché finalmente, dopo quasi 40 anni venga approvata la riforma della Polizia Locale italiana'


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Prosegue l’attività di sensibilizzazione del Sulpl a favore delle istanze del personale della Polizia Locale, e dopo il recente sit in a Roma presso la sede nazionale di Fratelli d’Italia, questa volta il sindacato ha deciso di far sentire la voce della categoria a Bologna, con un presidio all’Assemblea Nazionale Anci.

'L’Associazione dei sindaci è ben consapevole del ruolo della Polizia Locale e del suo indispensabile contributo alla sicurezza delle città, come dimostrano i quotidiani fatti di cronaca che vedono protagonisti gli agenti dipendenti dagli enti locali, e come testimoniano i numeri del documento presentato da Anci alla Commissione Affari Costituzionali in occasione delle audizioni per la riforma della Polizia Locale - fa sapere il Sulpl -. Con riferimento al Rapporto Anci 2024, ben 242.000 denunce e notizie di reato, arresti e indagini, come quelle antidroga concluse negli scorsi giorni dalla Polizia Locale del Comune di Genova e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che hanno portato all’esecuzione di misure cautelari per 20 persone. Numeri importanti che danno la misura del reale apporto della Polizia Locale alla sicurezza dell’intero Paese.
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Tuttavia, nonostante a tutte le ore del giorno e della notte le donne e gli uomini in divisa alle dipendenze degli Enti Locali rischino la propria vita sulla strada, lo Stato a queste persone nega il riconoscimento della giusta dignità professionale e delle già poche tutele spettanti alle altre forze dell’ordine, in quello che altro non è che una vera e propria forma di sfruttamento'.

'Potrà mai un agente di Polizia locale andare in pensione praticamente a settant’anni? Come potrà quella persona, a settant’anni, in un lavoro che richiede anche forza e prestanza fisica, essere ancora in grado di tener testa, giusto per fare un esempio, ad uno sbandato di vent’anni? Eppure non c’è giorno che lo Stato, consapevole che la complessiva coperta della sicurezza è sempre più corta, non cerchi di delegare alla Polizia Locale un altro compito in più, a fronte di organici sempre più risicati. Basti pensare che negli ultimi 7 anni si sono perse oltre 8.000 unità. Ormai, la sicurezza, almeno quella spicciola, quella su strada, quella che riguarda ogni singolo cittadino, è passata di mano dallo Stato ai sindaci, senza una specifica normativa per i lavoratori della vigilanza; non a caso, ovunque, la Polizia locale scende in campo ogni giorno con i suoi lavoratori per contribuire alla sicurezza delle grandi città come dei piccoli centri, come testimoniano le cronache locali in termini di arresti, denunce, indagini senza dimenticare il quotidiano presidio del territorio, unitamente al contributo importante e peculiare degli agenti della Polizia Provinciale.
Chiediamo quindi ai sindaci, anche attraverso i politici nazionali di riferimento, per il reale riconoscimento del lavoro degli uomini e delle donne della Locale, di attivarsi fattivamente affinché finalmente, dopo quasi 40 anni venga approvata la riforma della Polizia Locale italiana'.

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