Numeri che, viene ripetuto, grazie all'effetto dei vaccini nel contenere le conseguenze gravi della malattia, e alla minore aggressività della variante Omicron, non si traducono in una congestione sulle strutture sanitarie, dove la situazione risulta ancora gestibile e 'sotto controllo', a circa la metà dei numeri registrati lo stesso periodo dello scorso anno. Oggi i ricoverati nei reparti Covid sono 335 in aumento rispetto a ieri di 9 unità, ma anche per effetto dei ricoveri di persone affette da altre patologie non-covid e che vengono inseriti e conteggiati nei reparti covid solo perché positivi al tampone di ingresso. Questi rappresentano il 29,5%, ovvero 99 su 335. Numero che corrisponde al 34,8% per cento della disponibiltà di posti letto in questo regime di ricovero.
Situazione altrettanto gestibile e sotto controllo anche in termini di occupazione di posti disponibili, quella relativa alle terapie intensive. Oggi sono 22 i pazienti ricoverati (di cui 50% non vaccinati) che occupano il 13,8% dei posti a disposizione. Un dato che smentisce, almeno per Modena, anche la narrazione allarmistica secondo la quale i posti letto in terapia intensiva sarebbero saturi ed in particolare modo a causa di soggetti non vaccinati al punto da sottrarre posti e prestazioni ad altri soggetti che necessitano di questo trattamento per altre patologie. A Modena il 29,5% dei ricoveri in terapia intensiva riguarda persone con interventi chirurgici programmati o che per altre patologie o traumi non correlati con covid necessitano di supporto in terapia intensiva.
Il problema di congestionamento negli ospedali e nelle strutture sanitarie non sembra, di fronte a questi numeri, essere causato da non vaccinati, ma di fatto dall'eseguita del personale di fatto decimato dalle positività che riguardano più di 500 unità a livello provinciale e obbligano gli stessi a turni, denunciati a più riprese dalle organizzazioni sindacali, anche di 12 ore.
Gi.Ga.


