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Profughi: a Modena e provincia oltre 2000, ma accessi a scuola e Cas non decollano

Profughi: a Modena e provincia oltre 2000, ma accessi a scuola e Cas non decollano

Tanti scelgono sistemazioni autonome presso parenti o connazionali. Tra gli adulti il 90% sono donne. Sul totale la metà bambini. Su 1000 minori presenti in provincia, 56 gli accessi a scuola. L'Ausl ha vaccinato l'11% degli adulti e il 5% dei bambini. I non vaccinati sono il 72,6%. Raccomandazione dell'immunologo su morbillo e vaccinazioni in età pediatrica


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Per quanto riguarda la situazione modenese dell’accoglienza dei profughi dall'Ucraina, le persone registrate dalla Questura e dagli altri commissariati della provincia di Modena sono 2.053; i minori sono 961, mentre le donne sono il 90% degli adulti.  L’Ausl ha vaccinato contro il Covid il 5% dei minori e l’11% degli adulti, ma un’ampia maggioranza dichiara di essere già vaccinato. 

Sono alcune informazioni diffuse oggi pomeriggio dal sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli sull'arrivo e sull'accoglienza di profughi ucraini in provincia e nel comune di Modena. L'aspetto relativo alla vaccinazione era stato affrontato anche questa mattina dall'immunologo Unimore Andrea Cossarizza nel corso dell'aggiornamento settimanale sull'andamento della pandemia. Aggiornamento nel quale l'Ausl ha diffuso il dato secondo cui il 72,6% dei profughi accolti non è vaccinato. Un dato sicuramente basso in termini assoluti ma che va inquadrato nel fatto che si riferisce ad una popolazione per la metà di minori dove la percentuale è in generale più bassa rispetto agli adulti. Ma per i minori ucraini l'importanza della vaccinazione è relativa anche ad altre vaccinazioni oltre al Covid. Il prof. Cossarizza immuologo Unimore lo ha sottolineato questa mattina: 'E' importante inserire nel pacchetto dell'accoglienza anche la vaccinazione.
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E non solo rispetto al Covid ma anche e soprattutto rispetto alle vaccinazioni dell'età pediatrica come morbillo', per la quale la popolazione risulterebbe scoperta. Una mancata copertura che risulterebbe più preoccupante se posta in relazione ad un sistema immunitario indebolito dallo stress della guerra, della fuga, e che spesso è collegato ad una corretta nutrizione data dalle prevedibili condizioni di emergenza. Fatto sta però che per molti è anche difficile ricotruire lo stato vaccinale e, fanno sapere dagli ambienti sanitari, ciò non rappresenta una priorità assoluta nel momento in cui i profughi arrivano e hanno bisogno di una prima accoglienza. Come dire, in soldoni, ad un profugo che spaventato fugge dalla guerra e arriva in Italia dopo giorni di viaggio la siringa non è la prima cosa che gli si offre. Tornando ai numeri, per il territorio del comune di Modena, sono 314 le persone che hanno contattato il Centro Stranieri di cui 153 minori; 137 le segnalazioni alla Prefettura di cui solo 75 sono diventate accoglienze effettive nell’ambito del sistema Cas, per altre 40 persone l’accoglienza è effettuata dal Comune. Complessivamente sono 108 le accoglienze in atto sul territorio comunale.

Numeri non alti, o meglio non ancora alti, se rapportati al totale degli arrivi a livello provinciale (circa 1000 i minori già presenti) quelli degli accessi a scuola.
L’Ufficio Scolastico Provinciale ha comunicato inoltre che risultano 56 iscrizioni già avvenute e inserite dalle scuole nel Sidi. Un numero apparentemente basso in quanto parziale e che non terrebbe conto delle iscrizioni non ancora formalizzate, inoltre “è evidente che a fronte di quasi mille minori già sul territorio, nelle prossime settimane il numero di nuovi alunni e alunne è destinato a crescere”, ha osservato Muzzarelli ricordando, l’incontro, avvenuto a inizio settimana tra Settore Istruzione del Comune di Modena, Ufficio Scolastico Provinciale e Dirigenti Scolastici dei 10 Istituti Comprensivi cittadini.

“In queste prime settimane di emergenza ci si è accorti quanto sia importante, dal punto di vista operativo, il raccordo tra gli sportelli comunali e le scuole”, ha commentato il sindaco ricordando che sono oltre una trentina gli accessi registrati ai due sportelli attivati dal Comune per fornire informazioni e accompagnare all’accoglienza educativa e all’inserimento scolastico minori ucraini di ogni età (per i servizi 0-6 anni al momento sono solo 5 o 6 i bambini potenzialmente interessati): “i due sportelli consentono un punto di contatto agevole e immediatamente operativo”.
Durante il colloquio vengono verificati dati anagrafici, registrazione presso la Questura, passaggio all’Hub vaccinale e viene spiegata l’importanza e l’obbligatorietà dell’aspetto sanitario ai fini dell’inserimento scolastico. Gli operatori indirizzano le famiglie rispetto ai plessi più prossimi a dove dimorano e con le opportune distinzioni per fasce di età. Presso gli sportelli viene compilata una scheda informativa che potrà essere inviata anche al dirigente del Comprensivo poiché l’iscrizione deve essere regolarizzata presso il plesso scolastico individuato e disponibile. Infine, come avviene per gli inserimenti in corso d’anno di alunni stranieri, il Comune attraverso My Memo mette a disposizione delle scuole la mediazione linguistica. “Gli Uffici – ha aggiunto Muzzarelli - si stanno organizzando per un ampliamento del servizio, ma è ovvio che ci deve essere una copertura economica disposta a livello nazionale. Vista l’emergenza e i numeri che si prospettano, le risorse che oggi sono nelle disponibilità dei bilanci comunali sono assolutamente insufficienti”.

La situazione in Emilia-Romagna

Sul piano regionale dell'Emilia-Romagna, la regione sta già accogliendo oltre 15mila persone, ossia il 25% dei profughi arrivati in Italia, secondo i dati forniti dal presidente Bonaccini durante la quarta riunione della cabina di regia permanente con Prefetture, Comuni capoluogo, Anci e Upi. E la Regione ha chiesto al Governo da un lato l’istituzione di un Contributo di Autonoma Sistemazione per le famiglie che ospitano, dall’altro lato un finanziamento di 7,5 milioni di euro per la rete Cas: due novità contenute nel Decreto Legge 21 del 21 marzo, dove è previsto anche che medici e professionisti sanitari ucraini potranno esercitare la professione in Italia in via temporanea

“A fronte dell’emergenza Ucraina ci si prospettano mesi di impegno straordinario visto che a un mese dall’inizio del conflitto non s’intravedono sbocchi positivi. Il lavoro delle strutture comunali è intensissimo e voglio ringraziare assessorati e uffici per quanto stanno facendo. Così come ringrazio i cittadini modenesi e il mondo dell’associazionismo per quanto stanno facendo sia sul fronte dell’accoglienza, sia su quello delle donazioni e aiuti”.
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