Sono alcune informazioni diffuse oggi pomeriggio dal sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli sull'arrivo e sull'accoglienza di profughi ucraini in provincia e nel comune di Modena. L'aspetto relativo alla vaccinazione era stato affrontato anche questa mattina dall'immunologo Unimore Andrea Cossarizza nel corso dell'aggiornamento settimanale sull'andamento della pandemia. Aggiornamento nel quale l'Ausl ha diffuso il dato secondo cui il 72,6% dei profughi accolti non è vaccinato. Un dato sicuramente basso in termini assoluti ma che va inquadrato nel fatto che si riferisce ad una popolazione per la metà di minori dove la percentuale è in generale più bassa rispetto agli adulti. Ma per i minori ucraini l'importanza della vaccinazione è relativa anche ad altre vaccinazioni oltre al Covid. Il prof. Cossarizza immuologo Unimore lo ha sottolineato questa mattina: 'E' importante inserire nel pacchetto dell'accoglienza anche la vaccinazione. E non solo rispetto al Covid ma anche e soprattutto rispetto alle vaccinazioni dell'età pediatrica come morbillo', per la quale la popolazione risulterebbe scoperta. Una mancata copertura che risulterebbe più preoccupante se posta in relazione ad un sistema immunitario indebolito dallo stress della guerra, della fuga, e che spesso è collegato ad una corretta nutrizione data dalle prevedibili condizioni di emergenza. Fatto sta però che per molti è anche difficile ricotruire lo stato vaccinale e, fanno sapere dagli ambienti sanitari, ciò non rappresenta una priorità assoluta nel momento in cui i profughi arrivano e hanno bisogno di una prima accoglienza. Come dire, in soldoni, ad un profugo che spaventato fugge dalla guerra e arriva in Italia dopo giorni di viaggio la siringa non è la prima cosa che gli si offre. Tornando ai numeri, per il territorio del comune di Modena, sono 314 le persone che hanno contattato il Centro Stranieri di cui 153 minori; 137 le segnalazioni alla Prefettura di cui solo 75 sono diventate accoglienze effettive nell’ambito del sistema Cas, per altre 40 persone l’accoglienza è effettuata dal Comune. Complessivamente sono 108 le accoglienze in atto sul territorio comunale.
Numeri non alti, o meglio non ancora alti, se rapportati al totale degli arrivi a livello provinciale (circa 1000 i minori già presenti) quelli degli accessi a scuola.
“In queste prime settimane di emergenza ci si è accorti quanto sia importante, dal punto di vista operativo, il raccordo tra gli sportelli comunali e le scuole”, ha commentato il sindaco ricordando che sono oltre una trentina gli accessi registrati ai due sportelli attivati dal Comune per fornire informazioni e accompagnare all’accoglienza educativa e all’inserimento scolastico minori ucraini di ogni età (per i servizi 0-6 anni al momento sono solo 5 o 6 i bambini potenzialmente interessati): “i due sportelli consentono un punto di contatto agevole e immediatamente operativo”.
La situazione in Emilia-Romagna
Sul piano regionale dell'Emilia-Romagna, la regione sta già accogliendo oltre 15mila persone, ossia il 25% dei profughi arrivati in Italia, secondo i dati forniti dal presidente Bonaccini durante la quarta riunione della cabina di regia permanente con Prefetture, Comuni capoluogo, Anci e Upi. E la Regione ha chiesto al Governo da un lato l’istituzione di un Contributo di Autonoma Sistemazione per le famiglie che ospitano, dall’altro lato un finanziamento di 7,5 milioni di euro per la rete Cas: due novità contenute nel Decreto Legge 21 del 21 marzo, dove è previsto anche che medici e professionisti sanitari ucraini potranno esercitare la professione in Italia in via temporanea
“A fronte dell’emergenza Ucraina ci si prospettano mesi di impegno straordinario visto che a un mese dall’inizio del conflitto non s’intravedono sbocchi positivi. Il lavoro delle strutture comunali è intensissimo e voglio ringraziare assessorati e uffici per quanto stanno facendo. Così come ringrazio i cittadini modenesi e il mondo dell’associazionismo per quanto stanno facendo sia sul fronte dell’accoglienza, sia su quello delle donazioni e aiuti”.

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