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Provincia di Modena: popolazione in aumento, gli stranieri sono il 13,9%

Provincia di Modena: popolazione in aumento, gli stranieri sono il 13,9%

I cittadini residenti sono in crescita ovunque: nell’area Bassa Pianura (+1.279), nell’area Collina e montagna (+335) e nell’Area metropolitana (+1.548)


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Al 1° gennaio 2026, in provincia di Modena, sono 711.502 i cittadini residenti, con un incremento di 3.162 unità rispetto al 1° gennaio 2025 e, in riferimento al 1° ottobre 2025, +1.069 unità, riportando la popolazione oltre i livelli pre-pandemici. Alla stessa data, il numero degli stranieri residenti si stima pari a 99.151 unità, valore che corrisponde al 13,9 per cento del complesso della popolazione residente e che risulta in crescita rispetto allo scorso anno di 552 unità. In base ai dati del censimento della popolazione, le famiglie sono 318.242, con una dimensione media di 2,2 componenti per famiglia.

I dati arrivano dalla Provincia di Modena.

In particolare i cittadini residenti sono in crescita ovunque: nell’area Bassa Pianura (+1.279 unità), nell’area Collina e montagna (+335 unità) e nell’Area metropolitana (+1.548 unità).

I comuni che, presentano un andamento decrescente o inferiore all’andamento medio provinciale sono: per l’Area Metropolitana, Castelvetro (-0,8 per cento), Fiorano M. (-0,7), Soliera (-0,6), Campogalliano (-0,3), Savignano (-0,2) e Spilamberto (-0,1); per l’Area Collina e montagna, Pievepelago (-2,5), Montecreto (-1,6), Frassinoro (-1,4), Fiumalbo (-1,2), Sestola (-1,1), Palagano (-0,3) e Montefiorino (-0,1).

I comuni, invece, che evidenziano una crescita demografica sono: i Comuni di pianura di San Prospero (+1,9), Camposanto (+1,8) e San Felice s.P.

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(+1,7), i comuni dell’area Metropolitana di Ravarino (+1,2), Bomporto (+1,1), Carpi e San Cesario s.P. (+1,0) e i comuni collinari e montani di Guiglia (+3,0), Prignano (+1,9), Polinago e Riolunato (+1,7).

Per quanto riguarda la popolazione straniera residente, alcuni Comuni di dimensioni medio-piccole presentano, al 1° gennaio 2026, valori decisamente superiori al dato medio provinciale (13, 9 per cento): è straniero il 20,4 per cento dei residenti a Camposanto, il 18,6 a Vignola, il 18,3 a Spilamberto.


Alla fine del 2025 si stimano 322 mila occupati, 1,3 mila in più rispetto al 2024, dato ancora inferiore al massimo dell’ultimo quinquennio (registrato nel 2022), ma che conferma come, i dati sul lavoro (fonte Istat), relativi all’occupazione nella realtà provinciale di Modena presentino un andamento sostanzialmente stabile.

In particolare, su base annua, nel 2025, sia il tasso di occupazione (69,7 per cento) che il tasso di disoccupazione (4,3 per cento) sono in lieve crescita rispetto al 2024, mostrando andamenti confrontabili ai tassi regionali (71,4 e 4,3) e mostrando condizioni migliori per gli uomini rispetto alle donne, dove per i primi il tasso di occupazione è del 75,8 per cento e quello di disoccupazione al 4,2 per cento, mentre per le donne l’occupazione è

al 63,4 per cento e la disoccupazione al 4,4 per cento.

Per quanto riguarda i dati economici, (fonte Unioncamere ER), al termine del 2025, risultano attive in provincia di Modena 62.890 imprese, in lieve decrescita rispetto al dato del 2024 (-0,3 per cento) e in calo rispetto al corrispondente dato pre-Covid del 2019 (-2,7 per cento).

Negli ultimi cinque anni, ogni anno, si sono perse mediamente 242 imprese. Agiscono, anche in sede locale, le conseguenze della pandemia da Covid-19, della crisi economica, e, in ultima istanza, dello scenario internazionale. Tali tendenze sono ancora più marcate se messe in relazione al settore di attività economica di riferimento.

Infatti dati relativi al 2025 confermano questo andamento ed evidenziano, per le 6.888 imprese del Settore Primario, una diminuzione pari al -1,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La consistenza delle imprese del Settore Secondario (comprese del comparto Costruzioni pari al 56,9 per cento del Settore Secondario) registra un calo (-1,1 per cento rispetto al 2024), raggiungendo la quota di 18.931 imprese attive.

In particolare, le attività manifatturiere che stentano a riprendersi e che mostrano una contrazione proporzionalmente più marcata rispetto al dato medio del Comparto complessivo sono quelle delle industrie tessili, confezione e fabbricazione di articoli di abbigliamento, in pelle, di mobili, di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, quelle per la fabbricazione di prodotti in metallo e di macchinari ed apparecchiature NCA.

Le industrie alimentari, del legno, della carta, le industrie della fabbricazione di apparecchiature elettriche e altre industrie manifatturiere mostrano un andamento in calo, ma migliore del dato medio del comparto.

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