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Quel negozio è pericoloso: chiuso per la terza volta l'esercizio in viale Gramsci

Quel negozio è pericoloso: chiuso per la terza volta l'esercizio in viale Gramsci

Sigilli del questore oggi pomeriggio, e per 30 giorni, dopo la violenta lite del giorno di Pasqua. Nell'ultimo periodo le forze dell'ordine avevano riscontrato la presenza abituale di persone con precedenti per reati contro il patrimonio e spaccio


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La lite della domenica di Pasqua sfociata con un giovane cittadino extracomunitario ricoverato all'ospedale con gravi ferite al volto e alla testa provocate da colpi di bottiglie da un uomo, arrestato, si è aggiunta ai rilievi della Polizia di Stato e delle forze dell'ordine che nell'ultimo periodo aveva registrato la presenza abituale di soggetti gravati da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, la persona ed in materia di stupefacenti.

Rilievi che negli ultimi anni avevano portato ad altre due analoghe chiusure. Legate appunto a problematiche di ordine pubblico. 

Nel primo pomeriggio di oggi il personale della Squadra Amministrativa della Questura di Modena ha notificato il provvedimento del Questore, adottato ai sensi dell’art. 100 del TULPS, al titolare della licenza del negozio. 

Gli stessi residenti del quartiere hanno manifestato a più riprese un forte senso di insicurezza e allarme sociale a causa della permanenza all’interno del negozio e nelle sue immediate vicinanze di soggetti sovente ubriachi, non di rado coinvolti in liti di strada. 

'Si tratta di un provvedimento a garanzia dell’ordine e della sicurezza dei cittadini che ha come ratio quella di impedire, attraverso la chiusura del locale, il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale. Esso ha altresì la funzione di produrre un effetto dissuasivo su soggetti ritenuti pericolosi i quali da un lato sono privati di un luogo di abituale aggregazione e dall’altro vengono avvertiti che la loro presenza in tale luogo è oggetto di attenzione da parte delle autorità preposte' - fanno sapere gli uffici della questura di Modena, che conclude: 'L’area rimane oggetto di continui monitoraggi da parte delle pattuglie della Questura, anche per verificare il rispetto della misura'

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