Il Policlinico di Modena gestisce annualmente circa 1.500 nuovi casi di tumore, su un totale di circa 6.000 pazienti seguiti ogni anno. Di questi, circa 1.500 ricevono trattamenti radioterapici e 2.300 sono le PET eseguite dalla Medicina Nucleare del Policlinico, che serve l'intera provincia. Alla cerimonia di inaugurazione del nuovo acceleratore lineare erano presenti le autorità cittadine. La rete radioterapica provinciale modenese si avvale ora di una Tomotherapy e quattro acceleratori lineari: tre al Policlinico di Modena e uno all’Ospedale di Carpi.
Questa avanzata dotazione tecnologica rappresenta un notevole passo avanti nella capacità di rispondere alle esigenze cliniche, offrendo trattamenti più efficaci e sicuri, e migliorando l'efficienza nella gestione delle liste d'attesa. La nuova apparecchiatura non solo rinforza la capacità operativa, ma segna anche una tappa fondamentale nella continua evoluzione delle tecniche radioterapiche, garantendo ai pazienti di Modena e provincia accesso alle migliori cure disponibili.
'Modena vanta circa 1 acceleratore lineare ogni 140.000 abitanti – si congratula il dottor Claudio Vagnini, direttore generale dell’AOU di Modena – questo risultato è frutto dei grandi investimenti di questi anni, effettuati anche grazie al prezioso supporto del mondo imprenditoriale, del volontariato e della cittadinanza tutta. Questo ulteriore upgrade della nostra tecnologia consente non solo terapie più precise ma anche un maggiore comfort del paziente va nell’ottica di un approccio sempre più umano ai percorsi di cura che la nostra Azienda ha intrapreso da tempo'.
'Le conoscenze biologiche ci permettono ormai di comprendere la conformazione a livello cellulare del tumore e di scegliere il mix di terapie (farmacologiche e radioterapiche) più adatto a contrastarlo – aggiunge il dottor Giuseppe Longo, Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia - L’obiettivo è quello di creare terapie sempre più personalizzate in base al tumore e alla risposta dell’organismo del paziente alle cure, grazie anche alla combinazione con la PET-TC già presente in medicina nucleare, in grado di valutare non solo le dimensioni del tumore ma anche la sua evoluzione durante la cura.
'L’acceleratore lineare – illustra la dottoressa Patrizia Giacobazzi, Direttore protempore della Radioterapia Oncologica – rappresenta il quarto dispositivo per trattamenti radioterapici, integrandosi alla Tomotherapy e potenziando significativamente la nostra capacità di risposta clinica nei settori oncologico e neuro-oncologico. Questo innovativo acceleratore lineare migliorerà notevolmente il percorso terapeutico dei pazienti inseriti nei PDTA (Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali) regionali e territoriali, garantendo una maggiore appropriatezza e sicurezza delle cure. Inoltre, avrà un impatto positivo sulla gestione ergonomica ed efficiente delle liste di attesa. La tecnologia avanzata che caratterizza i nostri acceleratori consente di offrire le terapie più moderne e all’avanguardia sia a Modena che a Carpi, rendendo i trattamenti intercambiabili in caso di necessità. Questo non solo assicura continuità nelle cure, ma anche un’ottimizzazione delle risorse e una riduzione dei tempi di attesa per i pazienti'.

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