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Referendum Giustizia: ecco perchè votare sì

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Referendum Giustizia: ecco perchè votare sì

Intervista a Gianpaolo Ronsisvalle, del Comitato Camere Penali per il Sì: 'Riforma necessaria, giudice terzo e imparziale'

Intervista a Gianpaolo Ronsisvalle, del Comitato Camere Penali per il Sì: 'Riforma necessaria, giudice terzo e imparziale'


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Comitati a sostegno del Sì al referendum sulla riforma della giustizia, oggi uniti a Modena nell'iniziativa unitaria delle Camere penali per illustrare e promuovere le ragioni del Sì. Ad aprire i lavori è stato Gian Paolo Ronsisvalle, del Comitato Camere Penali per il Sì di Modena. 'Oggi presentiamo tutti i comitati che, insieme, stanno chiedendo di votare sì alla riforma. “Votare sì è giusto” è il nostro slogan, ma soprattutto è la sintesi di una battaglia che l’Unione delle Camere Penali porta avanti da decenni. Al centro della riforma vi è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, un obiettivo storico delle Camere penali'. Secondo Ronsisvalle, questa scelta consentirebbe 'finalmente di realizzare un sistema in cui il giudice realmente terzo e imparziale, davanti al quale pubblico ministero e difesa possano trovarsi in una condizione di effettiva parità. È una riforma pensata per rendere la giustizia più giusta ed efficiente, nell’interesse non solo degli imputati, ma di tutti i cittadini'. Chiediamo a Ronsisvalle un parere su uno dei punti più discussi della riforma, quello del sorteggio dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, meccanismo che ha suscitato perplessità anche all'interno di entrambi gli schieramenti. Per Ronsisvalle si tratta di un passaggio decisivo per spezzare il sistema delle correnti: 'Il sorteggio scardina il fenomeno correntizio che negli ultimi anni ha condizionato la magistratura e il CSM, come emerso chiaramente dallo scandalo Palamara. Consentirà a magistrati capaci e indipendenti di entrare nel Consiglio solo per il fatto di appartenere all’ordine giudiziario, liberi da logiche di appartenenza. Quanto agli effetti della riforma, nel breve periodo si prevede l’adozione dei decreti attuativi necessari a dare concreta applicazione alle nuove norme. Nel medio-lungo termine, invece, l’obiettivo è una vera riforma culturale, capace di consolidare l’idea di un processo accusatorio fondato sulla terzietà del giudice'.

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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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