Con l’ordinanza, firmata dall’assessora all’Ambiente Alessandra Filippi, l’Amministrazione si prefigge anche lo scopo, previsto dal Paesc, il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima, di contribuire a ridurre le emissioni climalteranti: gli impianti di riscaldamento a uso civile rappresentano, infatti, una delle principali fonti di emissione di inquinanti atmosferici.
La possibilità di accendere il riscaldamento viene ritardata, quindi, al 2 novembre, e gli impianti potranno funzionare fino al 7 aprile 2023, invece del 15 aprile. La settimana in meno è stata stabilita dal decreto governativo il quale prevede, inoltre, che il riscaldamento potrà rimanere acceso fino a un massimo di 13 ore al giorno (invece di 14) comprese tra le 5 e le 23, e la temperatura massima consentita dovrà essere ridotta di un grado, passando da 20 a 19 gradi, con una tolleranza di 2 gradi.
L’ordinanza non si applica a ospedali, cliniche, case di cura e alle strutture per anziani, minori e persone fragili; alle scuole d’infanzia e agli asili nido; alle piscine e agli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali nei casi in cui ostino esigenze tecnologiche o di produzione.
Per raggiungere l’obiettivo di diminuire i consumi di gas naturale e migliorare la qualità dell’aria riducendo le emissioni di CO2, il Comune di Modena ha avviato anche il progetto di riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici comunali. Alcuni interventi sono già stati realizzati, altri sono in corso, come nel Palazzo comunale in piazza Grande, con il rinnovo degli infissi e la sostituzione dell’illuminazione. Sono già iniziati anche i lavori per completare il progetto Modena full led, a cura di Hera Luce, che prevede il passaggio alla tecnologia led di tutta l’illuminazione pubblica, migliorando l’efficienza e riducendo i consumi.
Il Comune ha adottato, inoltre, per i propri uffici le buone pratiche proposte dall’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile) che vanno dalla possibilità di ritardare ulteriormente la data di accensione del
Contestualmente al divieto di accensione entro il 2 novembre, continua ad essere in pieno in vigore il divieto, posto a livello regionale, di accensione di stude e camini a legna tradizionali in tutta la pianura. Un divieto che il Comune di Sassuolo aveva provato a superare attraverso specifica ordinanza, in considerazione anche della fascia collinare e precollinare il cui si trova. Provvedimento rimasto in vigore solo pochi giorni e ritirato ieri sulla spinta della minaccia di incorrere in sanzioni
A Carpi, nel frattempo, sul divieto all'utilizzo di camini e stufe, l'opposizione ha presentato una specifica mozione a firma di Fratelli d'Italia: 'Alla luce dell’ordinanza del Sindaco il quale, seguendo una normativa regionale, toglie la possibilità di utilizzare stufe e camini fino al 30 Aprile, Fratelli d’Italia interviene con una mozione urgente che impegna la Giunta e il Sindaco di chiedere una deroga al Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. In un momento storico a cui stiamo assistendo con la crisi energetica in corso non si può ignorare che migliaia di famiglie sono in difficoltà: a Carpi una persona su dieci ha scelto di rateizzare il pagamento del gas.
“Chiederemo di discutere la mozione nel prossimo Consiglio Comunale del 27 Ottobre, perché il freddo sta arrivando e sarebbe un contributo importante e di buon senso per le famiglie”
Insieme ad altri Comuni della provincia, l’amministrazione ha aderito anche all’iniziativa di Anaci Modena (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) che sta diffondendo tra i propri soci un vademecum con le buone pratiche che si possono adottare per ridurre il consumo degli impianti condominiali, tra le quali era già previsto il posticipo a novembre dell’accensione delle centrali termiche, l’anticipo dello spegnimento a fine marzo e l’accensione degli impianti per un massimo di sette ore nei mesi con temperature minime di almeno 7 gradi all’esterno.
Tra i comportamenti virtuosi sono segnalati anche la chiusura delle tapparelle di sera e di notte, la chiusura delle valvole termostatiche e delle porte nelle stanze meno utilizzate, l’eliminazione di ogni tipo di barriera fisica frapposta agli elementi radianti, l’eventuale utilizzo di pompe di calore (più efficienti degli impianti a gas) nei periodi più miti, chiudendo tutte le valvole termostatiche.


