
Caro Sandone, chi ti scrive sono i rappresentanti di quei “vigili” che per te e la tua famiglia non hanno un volto, sono quelli che affermi usare le “macchine come spaventapasseri, che sono in malattia o in ferie o chissà che altro fanno o non fanno”.
Lo sappiamo bene che la goliardia e le punzecchiature fanno parte del fascino delle nostre amatissime maschere, ma non possiamo tralasciare alcuni punti che ci sentiamo di non condividere.
La Polizia Locale è un bene di tutta la cittadinanza ed è chiaro che il ruolo che ci compete è spesso inviso ai più, ma pensiamo che sia una organizzazione da sostenere e non da sbeffeggiare, in particolare dalla Famiglia Pavironica, simbolo della Città.
“L'auto spaventapasseri” è il veicolo che l’Amministrazione ha deciso di collocare in un punto strategico della città, che consente agli agenti di effettuare controlli ad ampio raggio in una delle zone più caratteristiche e frequentate della città. La Polizia Locale, ormai da diversi anni, ha ricevuto compiti che hanno condiviso tra le priorità la sicurezza urbana, pertanto l'apporto degli ausiliari del traffico è diventato necessario e previsto per legge su determinate tipologie di verifiche.
Duecento non siamo più da tempo e i nuovi agenti saranno un'iniezione di energia: li aspettiamo con impaziensa e piacere da molti mesi, e apprezziamo molto i giovani hanno deciso di intraprendere un lavoro così difficile e a volte, troppo spesso, ingrato.
Per quanto riguarda l'attività
Caro Sandrone, Sgorchigolo e non per ultima Pulonia, un abbraccio sincero e ricordatevi ogni tanto di sostenere la vostra Polizia Locale, perchè c'è, è presente anche quando non ve ne accorgete, anche quando interveniene e non si prende meriti con titoloni sui giornali, ma se provate a chiamarla in qualsiasi orario del giorno o della notte, durante le festività, durante le manifestazioni, concerti o altri eventi, la troverete sempre presente.
An avàm scrét in dialat perchè di vigil ed Mòdna ag né pòc ormai, a sàm in via d'estinzioun. S'an druvam menga l'italian i disen cà sàm di razèsta, ma arcòrdet, caro Sandrone, che nueter a sàm di operai come tè e al padroun dal vàpor lè al super Giancarlo. Nuèter a g' avrèven dal bèli idee ma...
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