Per la giornata di sciopero saranno garantiti solo i servizi pubblici essenziali (emergenza e pronto soccorso). Si bloccheranno le attività di cura ordinaria, non saranno garantite, quindi, le attività prenotate e programmate.
'Anche la Corte dei Conti certifica, in audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato, come le risorse destinate alla sanità nella manovra siano insufficienti, e come ancora una volta venga rinviata sine die l’individuazione di soluzioni più strutturali ai problemi del Servizio sanitario nazionale'. Soluzioni che Anaao Assomed e Cimo-Fesmed invocano da tempo: 'Assunzioni, detassazione dell’indennità di specificità medica e sanitaria, risorse congrue per il rinnovo del contratto e depenalizzazione dell’atto medico. E invece - dichiarano Pierino Di Silverio, segretario Nazionale Anaao Assomed, e Guido Quici, Presidente Cimo-Fesmed - ci troviamo con una manovra che non prevede nulla di tutto questo, e che anzi taglia fino al 25% le nostre pensioni. Leggiamo dalla stampa che il Governo sarebbe intenzionato a rimandare al 2027 gli effetti della norma: questa non può essere la soluzione al problema, perché incentiverà, nei prossimi tre anni, la fuga del personale dalla sanità pubblica, e punirà severamente diritti acquisiti'.
'Sono questi i motivi per i quali il 5 dicembre i medici e i dirigenti sanitari sciopereranno. Sciopereranno contro le decisioni miopi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che di fatto da anni commissaria il Ministero della Salute impedendogli di portare avanti politiche di sistema a favore della sanità pubblica. Sciopereranno contro l’ennesimo mancato intervento contro gli evasori fiscali, che intascano ogni anno 90 miliardi destinati alle casse dello Stato ma che godono dei servizi pubblici – sanità in primis – a spese dei contribuenti onesti, tra cui rientrano a pieno titolo medici dipendenti e pensionati colpiti invece da continue e vergognose stangate. Sciopereranno contro la mancata volontà politica di cercare nuove risorse per la sanità pubblica.
'I medici e i dirigenti sanitari - concludono i due leader sindacali - il 5 dicembre sciopereranno per lanciare un segnale chiaro alla politica: chiediamo rispetto per la nostra professione e per il nostro lavoro; chiediamo che la salute dei cittadini torni ad essere la priorità su cui investire'.


