Pur in uno scenario di comunità completamente nuovo, conseguente ad un virus che continua a circolare, il sistema sanitario regionale e modenese si presenta come pronto a mettere in campo misure speciali, tradotte in quella che ormai abitualmente e mediaticamente di impatto viene chiamata Task-force. Per prevenire, affrontare e gestire al meglio gli eventuali casi di positività riscontrati all'interno delle scuole.
L'obiettivo tanto scontato quanto difficile: evitare focolai, isolare i contagi e scongiurare quella che gli stessi professionisti (che quelle misure le hanno adottate), una ipotesi che non si vorrebbe nemmeno prendere in considerazione, ovvero quella della chiusura totale di una o più scuole.
Una task-force intesa come sistema di gestione dei contagi che, è stato fatto intendere chiaramente questa mattina nella conferenza stampa convocata dall'Ausl di Modena proprio per fare conoscere sia il piano messo a punto (già partito anche con la campagna di test sierologico sul personale scolastico) per la gestione di casi e focolai di Sars-COV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia, sia per lanciare un appello agli adulti ed ai famigliari dei bambini frequentanti le scuole. Spesso contagiati dagli adulti e dai genitori stessi.
Casi utilizzati come una sorta di banco di prova per testare anche l'efficacia delle linee guida e dei modelli di intervento applicati da lunedì prossimo. E che prevedono l'isolamento del bambino e del gruppo di bambini e gli operatori ad esso collegato. Ovvero i cosiddetti contatti diretti del caso, del soggetto positivo. Procedura che esclude l'isolamento delle persone definite contatto di contatti, come per esempio insegnanti o bambini di altre sezioni.
La presenza dei bambini e degli operatori nelle scuole, come specificato questa mattina nell'incontro Ausl, saranno organizzate in gruppi di persone stabiliti proprio sulla base dei contatti diretti. Gruppi che dovrebbero interagire il meno possibile tra di loro, proprio per potere garantire un controllo diretto su ogni singolo gruppo e che (e qui sta l'appello alle famiglie e ai genitori per la gestione della vita anche sociale al di fuori della scuola), andrebbero nel limite del possibile riprodotti anche all'esterno.
In pratica evitando o limitando il contatto ristretto (per esempio a cene, compleanni, feste), con grandi quanità di persone al di fuori di quella cerchia di persone che costituiscono un gruppo definito e facilmente tracciabile in caso di contagio.
Ma entriamo nel merito didascalico delle indicazioni operative illustrate questa mattina nella conferenza stampa alla presenza di Simonetta Partesotti, pediatra della Pediatria di Comunità AUSL, Stefano Zona, infettivologo della Pediatria di Comunità AUSL, Davide Ferrari, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL, Alfredo Ferrari, segretario provinciale Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Dante Cintori, segretario provinciale Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG)
Nel piano sono stati istituiti:
- Un Gruppo tecnico-scientifico provinciale multidisciplinare che raccoglie diverse professionalità sanitarie (pediatri, medici di medicina generale, infettivologi, igienisti, epidemiologi e contact tracer, ecc) e sarà aperto anche a rappresentanti delle scuole, per elaborare protocolli operativi condivisi e fornire aggiornamenti in ambito tecnico e normativo
- Un Gruppo tecnico del Dipartimento di sanità pubblica per fornire indicazioni sulle misure tecniche e organizzative per la prevenzione del contagio, formulare risposte a quesiti posti dalle scuole, produrre materiali da mettere a disposizione dei referenti scolastici
- referenti del Servizio di igiene pubblica e della Pediatria di Comunità in ogni distretto, che si relazionano con i referenti covid delle scuole, ma anche con dirigenti scolastici, medici e pediatri di libera scelta, genitori
- un numero di telefono dedicato per segnalazione da parte delle scuole di casi da prendere in carico
- un indirizzo mail dedicato per quesiti/richieste di informazioni
- momenti di formazione del personale della scuola tramite webinar (già realizzate alcune iniziative) e dirette facebook. Formazione a distanza per oltre 1100 persone tra educatori, coordinatori pedagogici, personale ATA soprattutto sull’età 0-6 e che continuerà nei prossimi giorni e settimane. Da sottolineare inoltre la collaborazione con i Dirigenti e insegnanti nell’inserimento degli alunni fragili.
Due le azioni per garantire la tempestività dei tamponi:
- individuazione di un percorso prioritario per il tampone a casi sospetti afferenti al mondo della scuola (bambini o operatori scolastici)
- attivazione di postazioni per l’esecuzione del tamponi in modalità “drive through” su tutti i distretti sanitari della provincia (Modena, Carpi, Mirandola, Pavullo, Castelfranco, Vignola e, a breve, Sassuolo)
Cosa accade in caso di sintomi sospetti
In caso di sintomi che abbiano causato l’allontanamento dalla scuola di un alunno o l’assenza per più giorni, in base alla valutazione del pediatra di libera scelta o del medico di medicina generale, potranno verificarsi due situazioni.
- Se si sospetta un caso di Covid-19, il pediatra di libera scelta (o medico di medicina generale) valuta se richiedere l’esecuzione del tampone diagnostico. In caso di esito positivo, il Dipartimento di sanità pubblica avviserà il referente scolastico Covid-19 e l’alunno rimarrà a casa fino alla scomparsa dei sintomi e all’esito negativo di due tamponi, eseguiti ad almeno 24 ore di distanza, seguendo le indicazioni del Dipartimento in merito alla riammissione in comunità.
L’alunno rientrerà poi a scuola con attestato del Dipartimento di sanità pubblica di avvenuta guarigione. In caso di negatività, invece, il pediatra di libera scelta (o medico di medicina generale), una volta terminati i sintomi, produrrà un certificato di rientro in cui deve essere riportato il risultato negativo del tampone.
- Nel caso, invece, di sintomatologia non riconducibile al Covid-19, il pediatra di libera scelta (o medico di medicina generale) gestirà la situazione come normalmente avviene, indicando alla famiglia le misure di cura e concordando, in base all’evoluzione del quadro clinico, i tempi per il rientro in comunità. Come previsto dalla legge regionale 16 luglio 2015, n.9 – art. 36 (“Semplificazione delle certificazioni sanitarie in materia di tutela della salute in ambito scolastico”) – non è richiesta certificazione medica per la riammissione alla frequenza scolastica, né autocertificazione della famiglia.
Cosa accade nei casi di positività confermata
in ambiente scolastico
- A seguito di positività al tampone di studenti o personale scolastico l’Ausl avvia l’indagine epidemiologica e le attività di contact tracing (ricerca e gestione dei contatti)
- Per agevolare tali attività, il referente scolastico per covid-19 dovrà collaborare attivamente fornendo le informazioni necessarie (insegnanti e alunni presenti, assenti, persone con fragilità) e contribuendo a ricostruire i contatti stretti avvenuti nelle 48 ore prima della comparsa dei sintomi e quelli avvenuti nei giorni successivi fino all’inizio dell’isolamento
- Per gli alunni ed il personale scolastico individuati come contatti stretti del caso confermato covid-19 si provvederà alla prescrizione della quarantena per i 14 giorni successivi all’ultima esposizione. La valutazione dello stato di contatto stretto è di competenza dell’Ausl e le azioni sono intraprese dopo una valutazione della eventuale esposizione. L’Ausl fornirà alle famiglie dei minori eventualmente coinvolti informazioni sulle misure da seguire durante l’isolamento precauzionale
- È prevista una sanificazione degli spazi della scuola utilizzati dalla persona positiva
L’Azienda USL di Modena ha predisposto inoltre sul proprio sito internet una pagina dedicata alle scuole, con sezioni dedicate alla fascia d’età fra 0 e 6 anni, agli alunni della Scuola Primaria e a quelli della Scuola Secondaria. La pagina, costantemente aggiornata con le notizie relative all’argomento e i materiali informativi, riporta le misure specifiche di prevenzione all’interno delle strutture scolastiche, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, come riconoscere i sintomi e cosa fare nel caso della loro insorgenza.

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