L'interrogazione
E sulla manutenzione del fiume Secchia i 5 Stelle hanno presentato in questi giorni una interrogazione al ministro dell'ambiente lamentando una assenza di progetti per aumentare la portata del fiume, una insufficiente capacità dell’attuale cassa d’espansione, piene che si verificano con drammatica periodicità e disagi ai cittadini, alle attività agricole e industriali.
“La capacità dell’attuale cassa di espansione, realizzata negli anni ’70, risulta insufficiente anche per le piene medie – sottolinea la senatrice Maria Laura Mantovani – e in caso di piene grandi si rischia il cedimento degli argini in terra. In particolare, per le piene grandi non sarebbero neanche stati realizzati i progetti per aumentare la portata del fiume da associare ai lavori sulla cassa di espansione né per la sicurezza di pozzi e falde acquifere”.
Mantovani cita sia il caso dell’alluvione del gennaio 2014 sia la piena del dicembre 2017. “L’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po e l’Agenzia Interregionale per il fiume Po hanno classificato tali piene, che si verificano con drammatica periodicità, come di minore entità – riprende la senatrice –. Secondo quanto denunciato da alcuni comitati locali, i finanziamenti per garantire la completa messa in sicurezza in caso di piene medie o maggiori del Secchia non sarebbero sufficienti”.
Sul tema interviene anche il candidato pentastellato all’Assemblea regionale Giuseppe Amici, che ha sollecitato l’intervento istituzionale di Mantovani. “La risposta ai rischi di alluvione che compromettono anche la stabilità degli argini non può essere il laconico ‘ci dobbiamo abituare’ dei comunicati ufficiali – rimarca Amici – e nemmeno a sottendere la questione con la risposta burocratica della emissione di un avviso di Protezione Civile”. Per Amici il rischio idrogeologico “aumenta esponenzialmente” a causa dei cambiamenti climatici. “Non si capisce coma mai Bonaccini, il Pd e la Lega vogliono una Bretella autostradale che corre in zona di allagamento fluviale, in zona fluviale e in zona di sponda fluviale, dove il rischio è massimo”, conclude Amici.
Il comitato


