Nel bacino provinciale di Modena la flotta verrà rinnovata per oltre il 30%, con l’arrivo di 125 nuovi mezzi (39 urbani ed 86 extraurbani) sui circa 400 che compongono il parco circolante: 47 sono già stati immessi in servizio nel 2021, altri 24 lo saranno nel 2022 ed ulteriori 54 nel 2023, tra cui 2 filobus Trollino.
In questo contesto, Seta ha presentato oggi presso la sede aziendale di Modena 9 nuovi mezzi alimentati a metano, 8 dei quali destinati al servizio sulle linee extraurbane ed 1 per la rete urbana del capoluogo (ulteriori 2 mezzi con le stesse caratteristiche saranno consegnati nelle prossime settimane). I mezzi extraurbani Scania sono alimentati a metano liquido mentre i nuovi mezzi urbani 18 metri MAN sono alimentati a metano compresso con classe di emissioni Euro 6.
“L’entrata in servizio di questi nuovi mezzi è la dimostrazione concreta che Seta, nonostante le difficoltà che riguardano il settore del trasporto pubblico, non rinuncia ai suoi obiettivi strategici e conferma le azioni previste dal Piano di investimenti - dichiara Antonio Nicolini, Presidente della società che eroga il servizio di trasporto pubblico nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza -. Veniamo da due anni molto complicati, vissuti in costante emergenza (prima di natura sanitaria, ora anche geopolitico-economica), che hanno avuto pesanti ricadute sulla tenuta generale del sistema nazionale della mobilità e sull’equilibrio economico-finanziario delle aziende. Conosciamo tutti le problematiche connesse al caro-carburanti, all’aumento dei costi delle materie prime ed alle criticità sulle forniture, in particolare nel settore automotive: questa situazione potrebbe proseguire ancora a lungo, ma crediamo fermamente che investire in sostenibilità ambientale, tecnologia ed innovazione sia la via migliore per rilanciare il ruolo determinante del trasporto pubblico e recuperare le quote di utenza perse negli ultimi anni, per cause oggettivamente esterne alla nostra attività'.
I nuovi mezzi a metano andranno a sostituire altrettanti mezzi di anzianità elevata (compresi quelli che causa le norme covid di riduzione della capienza sono stati mantenuti forzatamente in servizio nell’ultimo anno per garantire i servizi aggiuntivi) e saranno impiegati sulle principali direttrici scolastiche modenesi: 2 mezzi saranno impiegati nell’area di Sassuolo, gli altri faranno capo al deposito di Modena.
'Far circolare autobus nuovi, più confortevoli e meno inquinanti è sicuramente la risposta migliore per contrastare l’idea che il trasporto pubblico sia un elemento residuale nelle nostre comunità. Questo è un passaggio fondamentale che il nostro Paese deve compiere: sostenere, anche economicamente, il sistema della mobilità pubblica per consentire a sempre più cittadini di sceglierlo come opzione principale e non più solo in caso di necessità' - chiude Andrea Burzacchini, amministratore Amo.



