La Procura di Bologna, delegata dalla Procura di Roma, per l'autopsia, ha dato l'ordine di far riesumare la salma di Giovanni Tamburi, il 16enne morto la notte dell'ultimo dell'anno nell'incendio di Crans-Montana, i cui funerali erano stati celebrati mercoledì.
Il fascicolo è attualmente contro ignoti. Per procedere all'esame medico legale la Procura guidata da Paolo Guido ha inviato avvisi anche ai familiari della vittima, che però, secondo quanto si apprende, al momento non intenderebbe avvalersi di un avvocato, né avviare iniziative legali.
Gli esami autoptici sono stati disposti anche per le altre cinque vittime italiane: Achille Barosi e Chiara Costanzo a Milano, Riccardo Minghetti a Roma ed Emanuele Galeppini a Genova. Il corpo della sesta vittima, Sofia Prosperi, con doppia nazionalità, si trova invece in Svizzera.
A richiedere, per primo, di procedere in questo senso, nella giornata di ieri, era stato Alessandro Vaccaro, avvocato della famiglia di Galeppini. Per conto dei genitori del ragazzo il legale ha infatti sollevato diversi interrogativi sulle condizioni della salma, a cui le autorità elvetiche non hanno dato risposta, nonostante le sollecitazione. “Il corpo infatti non mostrava segni di ustione, era perfettamente integro”, ha spiegato. Così come lo erano il cellulare e il portafoglio del ragazzo che avrebbero potuto consentire l’identificazione immediata del 16enne che, invece, era stato inserito in un primo momento nell’elenco dei dispersi. I genitori insomma, voglio sapere come è morto il figlio: “Non sappiamo nemmeno se era dentro il locale o fuori, se è morto per il gas”, ha spiegato Vaccaro.

