Così il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, ieri tra i presenti allo stadio Braglia ad assistere alla partita Modena-Reggiana, interviene su quanto è successo ieri, sempre allo stadio, ma sui muri esterni della struttura. Dove nella sera che ha ancitipato il derby, un gruppo di attiviste dell'associazione femminista Non Una di Meno ha esposto uno striscione con una scritta emblematica in riferimento all'attaccante di punta della Reggiana Manolo Portanova, accusato di stupro e condannato in secondo grado con sentenza di alcune settimane fa. Uno la cui rimozione da parte dei tifosi, sarebbe stata accompagnata, stando alle dichiarazioni del gruppo Non Una di Meno, da insulti sessisti nei confronti delle attiviste.
Lo striscione sarebbe stato portato via dagli stessi tifosi che avrebbero poi rifiutato la richiesta del gruppo femminista di riconsegnarlo. Il calciatore, ieri, era regolarmente in campo, e ciò ha scatenato l'indignazione di Non Una di Meno. Del resto il Codice di Giustizia Sportiva non lo impedisce: lo stesso recita che “I tesserati condannati con sentenza definitiva per i delitti contro la personalità individuale (…) sono puniti con l’inibizione o la squalifica non inferiore a tre anni”. Il riferimento è alla sentenza definitiva. In attesa della quale un giocatore condannato potrebbe continuare a giocare per anni. Ma al di là del fatto, non secondario, di una condanna in secondo grado, esiste una questione etica. Anche, anzi soprattutto, da parte delle società sportive, soprattutto a dei fatti di tale gravità. Ed è quella sulla quale richiama l'attenzione l'intervento del sindaco di Modena, motivato anche dal fatto che il fatto ha riguardato i muri dello stadio, e quindi la proprietà del Comune.
'La presunzione d'innocenza fino alla pronuncia della Cassazione fa parte del nostro ordinamento ed è un diritto dell'imputato ma non si può rimanere indifferenti a quanto accaduto sapendo che questi reati vengono alla luce perché una vittima prende il coraggio necessario e li denuncia. Se poi queste accuse sono state riconosciute in due gradi di giudizio é, se possibile, ancora più grave nascondere la testa sotto la terra del campo di gioco'- afferma Massimo Mezzetti.
'Credo che ognuno si debba assumere
Personalmente ieri ero allo stadio a tifare il nostro Modena e mi sono rallegrato per il risultato che ci ha visti prevalere. Questa vicenda però ci interroga fortemente e, tornando all'inizio del mio ragionamento, non va nascosta come qualcosa di cui sia inappropriato parlare'.



