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Terapia assistita con animali: ospedali di Modena su Rai 1

Terapia assistita con animali: ospedali di Modena su Rai 1

Domani durante la puntata di Noos su Rai 1 si parlerà di Respira-MO con la Reumatologia di Modena


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Si parlerà anche del progetto di Respira-MO – terapia assistita con animali- dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena nel corso della puntata di domani, giovedì 22 agosto, del programma 'Noos - l'avventura della conoscenza', diretto da Alberto Angela ed in onda su Rai Uno, a partire dalle 21.25.
Respira-MO si rivolge ai pazienti affetti da sclerosi sistemica con interstiziopatia polmonare afferenti all’Unità Operativa di Reumatologia, diretta dalla prof.ssa Dilia Giuggioli e ai pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica afferenti al Servizio di Malattie dell’Apparato Respiratorio, diretto dal prof. Enrico Clini.

Il servizio si intitola I benefici effetti degli animali sulla salute ed è realizzato dal giornalista Paolo Magliocco e dalla regista Rossella Li Vigni e si occuperà anche del progetto modenese. Per la parte relativa a Respira-MO, il servizio è stato girato presso gli Ambulatori della Reumatologia del Policlinico di Modena al V Piano, ingresso 3 e ha mostrato l’attività di Pet Therapy svolta al Policlinico con l’intervista alla professoressa Dilia Giuggioli, Direttore della Reumatologia.
L’obiettivo è valutare i diversi benefici dati dalla relazione con gli animali in pazienti cronici, complessi con difficoltà respiratorie in quanto la pet therapy permette di intervenire sia a livello affettivo-relazione che a livello psicomotorio, facendo perno sulla leva motivazionale veicolata, in questo caso, dal cane.
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I percorsi previsti sono tre: all’interno del Day Hospital di Reumatologia, all’interno dell’aula didattica terzo piano COM e, con la bella stagione, nell’area del parco del Policlinico. Il progetto è portato avanti grazie alla collaborazione tra il personale sanitario e i cani della cooperativa sociale Lune Nuove.

“Siamo molto felici di questo servizio su una trasmissione così prestigiosa – si è complimentato il Direttore Generale, dottor Claudio Vagnini – che rafforza la nostra convinzione di essere sulla strada giusta. Ad oggi l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha avviato ben sedici progetti di umanizzazione delle cure che vedono coinvolti oltre 3000 pazienti. È un impegno trasversale che va dall’accoglienza in ospedale alla continuità delle cure, che vede coinvolti non solo il paziente ma anche il suo sistema familiare di riferimento, che parte dal neonato e arriva all’età geriatrica. Nessuno è quindi escluso e l’attenzione è sempre ai più fragili.”

“I primi risultati del progetto sono stati molto promettenti – hanno spiegato la prof.ssa Dilia Giuggioli, Direttore della Reumatologia ed il prof. Enrico Clini, Direttore delle Malattie dell’apparato respiratorio – Abbiamo osservato innanzitutto un miglioramento della qualità di vita dei pazienti, una miglior compliance alla terapia.
Ci riproporremo di valutare anche una possibile azione su parametri clinici come i valori della pressione arteriosa, un miglioramento della frequenza respiratoria e anche per i pazienti con sclerosi sistemica del fenomeno di Raynaud sintomo di esordio della malattia.

La sclerosi sistemica è una patologia cronica rara caratterizzata da fibrosi (cicatrizzazione) diffusa a tutti gli organi interni (specialmente esofago, tratto gastrointestinale inferiore, polmoni, cuore e reni)., anomalie vascolari cutanee e articolari. La diagnosi è ancora oggi troppo tardiva condizionando la prognosi. L’AOU di Modena ha attivato un Percorso Diagnostico Terapeutico dedicato alla Sclerosi Sistemica che punta alla diagnosi precoce e al Il trattamento multidisciplinare specifico dei vari impegni d’organo.
La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una malattia cronica, irreversibile, invalidante in cui la cicatrizzazione e l’irrigidimento del tessuto polmonare impediscono ai polmoni di funzionare correttamente e provoca un progressivo declino della funzionalità polmonare. Il decorso clinico della IPF può essere difficile da predire. La sua progressione è associata a un tempo medio di sopravvivenza stimato di 2-5 anni dopo la diagnosi.
Ai pazienti con sclerosi sistemica e fibrosi polmonare idiopatica è garantita inoltre una assistenza di elevata qualità grazie all’appartenenza alle reti ERN (ERN- Reconnet e LUNG-ERN rispettivamente) che promuovono la collaborazione fra i vari stati membri europei.

Nella foto lo staff dell'Unità Operativa di Reumatologia, diretta dalla professoressa Dilia Giuggioli
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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