Non è stato un picco straordinario. Quello osservato ieri sera attraverso Flightradar 24 è ormai lo standard serale nei cieli modenesi. In circa 14 minuti, sono transitati cinque voli commerciali — da Parigi, Skopje, Amsterdam, Barcellona e Chisinau — con un ritmo di uno ogni 4–5 minuti. Tutti allineati sul corridoio di discesa da Modena verso l’aeroporto Marconi di Bologna, passando a una quota compresa tra 3.000 e 4.000 piedi (900–1.200 metri) proprio sopra la città. Che diventano 2500 o anche meno sopra Castelfranco.
Nei momenti di traffico più intenso, alcuni velivoli effettuano anche uno o più giri di attesa sopra l’area nord di Modena, toccando Castelfranco Emilia e Crevalcore, per poi rientrare sulla rotta lungo la ferrovia, esattamente sul centro urbano a nord della ferrovia. Una manovra che si ripete puntualmente ogni sera e notte con regolarità quasi cronometrica.
Questa rotta non è frutto del caso. È il risultato, lo ricordiamo, di una precisa decisione assunta alcuni anni fa, con l’obiettivo di evitare che gli aerei in attesa di atterraggio sorvolassero a quote molto basse la città di Bologna. Una scelta fatta per proteggere il capoluogo emiliano da un traffico aereo disordinato e a bassa quota sulla testa dei bolognesi, ma che ha avuto come effetto diretto la concentrazione sistematica di voli proprio sopra Modena. Con precisione metrica, nel settore nord est del centro urbano. E in quel punto che gli aerei assumono la rotta del corridoio. Punto raggiunto in molti casi dopo avere sorvolato proprio l'aeroporto di destinazione, Bologna, per poi dirigersi verso Modena, imboccare il corridoio e atterrare, dopo 4-5 minuti, nel capoluogo di Regione.
Il problema non si esaurisce nei decibel. Ogni passaggio aereo lascia anche una traccia invisibile ma concreta: quella dell’inquinamento atmosferico. Modena si trova nel cuore della Pianura Padana, una delle zone con la peggior qualità dell’aria in Europa, per via della sua conformazione geografica che intrappola smog e particolato fine.
I Boeing 737 — tra i modelli più utilizzati su queste rotte — consumano in media 2.500–3.200 kg di carburante all’ora.
E tutto questo accade ogni giorno, ogni sera, con una costanza che non può più essere ignorata.
Il danno è doppio: acustico e atmosferico. Gli studi lo confermano: l’esposizione costante a rumori sopra i 55 decibel nelle ore serali e notturne è associata a disturbi del sonno, aumento della pressione arteriosa, stress cronico e patologie cardiovascolari.
Modena, quindi, si trova al centro di un problema deciso a tavolino ma non gestito: sorvolata ogni sera, avvelenata ogni giorno. E lo è in nome di un equilibrio deciso altrove, per proteggere Bologna da quello stesso traffico che, invece, grava sistematicamente sulla città della Ghirlandina.
Gi.Ga.


