“Quando Valter è giunto al nostro centro – ha ricordato il dottor Gabriele Luppi, Responsabile del Day Hospital Oncologico – le terapie tradizionali non avevano ottenuto i risultati sperati e non vi erano altre terapie standard disponibili. Per questo motivo, dopo caratterizzazione molecolare della neoplasia, è stato inserito in un protocollo sperimentale di fase 2, volto a valutare una combinazione di immunoterapia in un ristretto numero di pazienti altamente selezionati, continuando ad analizzare i possibili effetti collaterali a breve termine. Il nostro Centro era tra i tre preposti, in Italia, a lo studio, durato dal 2015 al 2017 ha riguardato una quindicina di pazienti, provenienti da tutta Italia, con risultati positivi nell’80% dei casi circa. Se i risultati degli studi di fase 3, effettuati su un numero di pazienti più elevati, saranno altrettanto positivi, questa terapia potrà essere prescritta a tutti i pazienti che si trovano nelle condizioni di Valter.”
“Da maratoneta - ha aggiunto il professor Massimo Dominici, direttore dell’Oncologia – non posso che essere felice e orgoglioso del percorso di Valter. Le immunoterapie sono farmaci sperimentali che di fatto riattivano il sistema immunitario del paziente contro il tumore. Le cellule tumorali, infatti, si mascherano per non essere attaccate dagli anticorpi che non le riconoscono come minacce. Le immunoterapie, per usare una metafora, smascherano il tumore e permettono al sistema immunitario di attaccarlo. Per questo motivo, a differenza della chemioterapia, hanno solo il 10% di complicanze. Vengono già utilizzate con buoni risultati nei melanomi e nel tumore del polmone, lo studio sul tumore del colon con instabilità molecolare consentirà di estendere anche a queste patologie questa nuova possibilità di cura.”.
Valter Marcelli è sempre stato un maratoneta, l’immunoterapia gli ha consentito di tornare a correre, grazie anche al progetto Move Your Life dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR). “Correre per me è sempre stata una medicina per il fisico e per l’anima. Quando ero troppo debole per allenarmi i momenti di scoramento aumentavano, e rischiavo di deprimermi.


